POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Si tratta di vedere come si esce da Pasqua, ma se c’è un’eccezione da fare è quella per l’Umbria, che ha scontato il febbraio tremendo con una risposta sanitaria adeguata. E oggi arrivano dal Governo i vaccini per mantenere la media: seconda in Italia per over 80, quinta per tutte le categorie
di Marco Brunacci
PERUGIA – L’Umbria è, al momento, con la Sardegna, la regione in Italia che, per Rt e curve dei contagi e degli attualmente positivi, può rivendicare la zona gialla (abolita per altro da Draghi per tutto il mese di aprile, se non come eccezione da decidere di volta in volta).
Secondi per over 80, quinti per tutte le fasce d’età e categorie. L’Umbria si è messa a correre sui vaccini e si è trovata a secco di dosi. I lettori di Cityjournal da tempo sanno che la prima fase della vaccinazione, su numeri minimi, può essere al massimo considerata una prova generale. La vaccinazione di massa prevede tutto un altro ritmo ma soprattutto un afflusso di vaccini a un ritmo di dieci volte tanto quello che è finora arrivato.
Infatti, finiti i colpi di fioretto tra Governo centrale e Regioni ecco che a tutti è chiaro che i ritardi delle Regioni sono facilissimi da colmare, su questo livello di afflusso di vaccini, mentre il problema si pone d’ora in avanti: servono dosi per andare a passo di carica.
L’assessore Luca Coletto ha avuto una proficua giornata a Roma e oggi annuncia l’arrivo di un quantità sufficiente di vaccini per ripartire con Astrazeneca (79-70 e insegnanti) ma anche con Pfizer e Moderna (over 80 e estremamente vulnerabili più i caregiver). Il Governo è riuscito a sbloccare un altro milione e mezzo dei vaccini americani, indispensabili per continuare la vaccinazione delle fasce più deboli.
Coletto a Cityjournal ha assicurato che l’Umbria è in grado di fare somministrazioni h24, anche di notte, avendo avuto la disponibilità del personale sufficiente. Ora il Governo centrale che non deve perdere la scommessa.
Coletto – va aggiunto – ha insistito molto anche sulle cure. Gli anticorpi monoclonali sono in sperimentazione, come sono in affinamento le cure a casa sulla base di antinfiammatori. Ma anche qui tocca allo Stato centrale impegnarsi con le case farmaceutiche rispetto ai nuovi prodotti che sono in arrivo sul mercato (a partire dalla pillola antivirale in sperimentazione, fase 1, da Pfizer).
Non sfuggirà a nessuno che se non si procede a grande velocità con i vaccini il rischio vero è quello di mettere a repentaglio – sotto i colpi di un virus che di mestiere fa il killer dei più deboli – altre fasce di età, una volta raggiunta la popolazione degli over 80 o quella degli estremamente vulnerabili.
Fare in fretta non è uno slogan per far bella figura, ma una necessità per salvare vite umane.
#coronavirus #umbria #vaccino #notizie #astrazeneca #dati #rt #marcobrunacci #polepolitik


