di Marco Brunacci
PERUGIA – Serve una ventata di ottimismo per affrontare l’agosto delle incertezze Covid.
Allora: la piccola Umbria si è assicurata 61 milioni per far partire i lavori della Cittadella giudiziaria (progettata nella notte dei tempi e che finalmente vede la luce), a palazzo del Popolo, in piazza Matteotti, a Perugia. Un segnale di svolta dopo le difficoltà segnalate da magistrati e avvocati per far funzionare la macchina degli uffici giudiziari.
E poi – se ne parla poco ma saranno importanti per dar fiato a un settore cardine dello sviluppo economico della regione – ecco i 74 milioni per interventi urbanistici nelle periferie di Perugia, Terni, dell’Alto Tevere e per la stazioni della dorsale della ex Fcu.
Spiegazione: intanto 74 milioni da spendere in poco tempo sono una gran bella cifra, poi la valorizzazione del patrimonio edilizio è il primo passo per la ripartenza, il gradino da salire per rivedere un po’ di stelle in economia, infine il progetto sulle stazioni della dorsale della ex Fcu è una di quelle cose che non ci credi, ma una volta ogni tanto nella vita succedono.
Cioè? Presto detto: una delle più sciamannate linee ferroviarie d’Europa, l’ex Fcu, recuperata tra ritardi infiniti ed errori di calcolo (la velocità consentita sulla tratta), rischia davvero di trasformarsi in una attrazione turistica. Le piccole stazioni possono diventare cammei in una collana che si snoda dentro i borghi o appena fuori, un percorso nuovo nel cuore dell’Umbria antica. Non diventerà la ferrovia del Bernina, ma vuoi vedere che qui decolla un turismo slow, tutto ambiente, arte e cultura, agreste e raffinato, come non si è visto finora?
Un’altra notizia che consente di vivere agosto con leggerezza: il rapporto tra istituzioni è saldo, Regione e Università si parlano e si rispettano, non corrono ad abbracciarsi a ogni appuntamento, ma la Giunta Tesei conferma nella sua manovra i denari per dare maggiore attrattività alla proposta formativa dell’Università (mettendoci 250mila euro) e l’Ateneo li moltiplica con piccoli colpi di timoni, niente di fenomenale, ma tutti ben assestati, nella direzione giusta, per un vascello che si muove senza intoppi per essere parte del rilancio dell’economia umbra. Più studenti significa più opportunità di crescita. E quest’anno si rischia così di fare un ulteriore botto di iscritti.
Anche la famosa (e noiosissima, a questo punto) convenzione sanitaria, così importante per far funzionare correttamente gli ospedali dell’Umbria e l’incrocio di medici e specialità, è stata ancora rinviata ma perché deve essere letta e sottoscritta anche da tutti (dal primo fino all’ultimo) i dinosauri (in senso accademico e alla fine anche bonario) della facoltà di Medicina.
I sospetti, con l’ombra di qualche veleno, sono stati dissipati. L’ultima questione sollevata, sulla fusione di Umbria digitale e Umbria salute, non sembra stia in piedi. Siamo alle virgole, spazio e a capo. Abbastanza però per arrivare a firmare a settembre un documento che doveva essere sottoscritto entro la fine di agosto 2020. I tempi dei burosauri.
Un ultimo dato che fa sperare in un agosto non battuto dal vento dell’incertezza – questo però rischioso, perché soggetto a mutamenti che speriamo non si verifichino – è il numero dei contagi nella bufera delle varianti Covid. In Umbria c’è stato un innalzamento dei casi come nel resto d’Italia, nella media anche i contagi, sotto la media, però, i ricoveri e le terapie intensive. 2 su 1500 casi. Con zero decessi. Magari significa che si infettano i giovani non vaccinati e nessuno deve ricorrere a cure mediche. Potrebbe perfino essere un passaggio verso quel momento nel quale – nessuno più si azzarda a chiamarlo immunità di gregge perché il termine è ormai ritenuto altamente iettatorio – il virus, per quanto così poco “naturale” sembri e per quante acrobatiche e aggressive mutazioni faccia, non trovi più soggetti da colpire.
Qui siamo all’eccesso di ottimismo? Probabile. Ma anche questo serve per affrontare in maniera meno quaresimale l’agosto.
Tenendo presente – questa è davvero la nota conclusiva – che il turismo in Umbria sta dando segnali di vitalità; ha chiuso un giugno solare (+27% rispetto all’ultimo), ha affrontato luglio con slancio. Persino l’aeroporto di Sant’Egidio dà segnali precoci di ripartenza, con voli pieni e qualche coda benaugurante, nonostante la road map del rilancio sia da considerarsi poco più che partita.
Insomma, contro tutti i portatori di sventura: benvenuto, agosto.


