di Marco Brunacci
PERUGIA – Trasporto pubblico locale, sanità regionale, piano rifiuti. Sì, roba da far tremare i polsi a qualunque amministrazione regionale con senso di responsabilità. Ma tutte e tre hanno in comune una necessità: si deve progettare una linea, discutere, confrontarsi, e poi decidere.
Donatella Tesei si trova di fronte a uno step fondamentale della sua già abbastanza tormentata (ogni tanto qualcuno dice che il Covid è una scusa ma si ricordino che è stata – e speriamo si dissolva quanto prima – un’angoscia quotidiana per tutti, governanti in primis) vicenda amministrativa ed è ora chiaro a tutti nel momento in cui ha esposto lo stato dell’arte della realizzazione del suo progetto.
I tre temi indicati sono il suo futuro. Ma il passato non è stata una passeggiata.
Ha impostato praticamente tutti i dossier, ha esposto soluzioni a problemi, ha studiato e incanalato verso una possibile via di uscita, questioni importanti.
ANDATE E PARTECIPATE
Pronti, via: il riordino delle società partecipate dalla Regione è un fatto determinante per la piccola Umbria. Lo chiedeva Giacomo Leonelli, quando era segretario regionale del Pd e consigliere regionale. Non c’è stato il colpo di bacchetta magica? E già e, magari, questo succede perchè non ci sono più fanciulle in circolazione che riescono con un bacio a trasformare rospi in principi azzurri.
Vogliamo parlare di aeroporto? La Sase ha un progetto. Criticabile? Davvero? Indovina un po’? In natura e in politica non esiste il piano perfetto. Ma finalmente i voli non partono un po’ qua e un po’ là, con compagnie che sai tu chi sono.
La spending review si fa, quotidianamente e con impegno, nella nuova Regione. Non si recuperano montagne di soldi? Non mi dite: qualcuno ha parlato mai con i sindacati della pubblica amministrazione? Qualcuno conosce la logica che ispira magna pars del personale degli enti, mirabilmente illustrata dal filosofo e sociologo Checco Zalone? In realtà si fa quel che si può. L’impegno a ridurre gli sprechi è però già un credito per il paradiso dei governanti.
RIPRESI PER UN PIL
Poi c’è un dato: Svimez (non Pinco Pallino) aveva detto che il pil dell’Umbria in pandemia sarebbe sceso del 13%. 4 punti in più del dato nazionale. Il risultato è stato in qualche modo epocale: l’Umbria è scesa esattamente nel trend dell’Italia, un po’ più del Nord, molto meno del Sud. Apriamo allora danze e festeggiamenti? No, però vogliamo prendere atto dell’inversione di tendenza che c’è stata per merito di un tessuto produttivo che ha retto e che è stato supportato da governanti finalmente attenti alle esigenze delle imprese? E badate bene: qui si può ricominciare a costruire. Sistema delle imprese non travolto dai flutti della crisi, amministrazione attenta alle esigenze. Bene, bravi, bis. E anche tris e quater. Ma City journal lo dice da una vita: la sfida della Giunta Tesei sta qui: ha rimesso i produttori al centro, se loro non ripartono non si va da nessuna parte, ma se, con gli stimoli arrivati e in arrivo, il cavallo beve e si mette a correre cambia un po’ della piccola storia dell’Umbria.
PIU’ BORI MENO DE LUCA
Lo sa il capo dell’opposizione Tommaso Bori, che picchia come deve ogni volta che può, che rinfaccia i sondaggi negativi, il calo di consensi a Tesei, anche se sa che valgono per quel valgono, che approfitta di ogni titubanza, come è doveroso che sia per l’opposizione, ma che ha iniziato a parlare di proposte alternative del Pnrr – si è costruito un suo team di studio, bravo, si fa così – che sui fatti si sta iniziando a confrontare.
Poi è grande e sfrontato quando imputa alla Tesei il calo demografico agghiacciante dell’Umbria (un vero pozzo senza fondo): quel calo è stato uno dei frutti avvelenati dei tempi, ma anche (un po’) dell’amministrazione senza progetto del futuro della sinistra di governo umbra dei primi vent’anni del nuovo millennio.
Ma il dibattito sull’attuazione del progetto di governo della Tesei – ascoltate bene – ha segnato una transizione nell’opposizione (che è sempre tanto importante in ogni democrazia). Bori -dicono che abbia fatto un mezzo pensiero di candidarsi a sindaco di Perugia – non segue il grillino De Luca che, fedele alla linea, dice tutto e il contrario di tutto con una generosità in fondo da elogiare, dando una fondata speranza a chi pensa che il fenomeno grillino sia destinato ad esaurirsi nel tempo come una qualunque sindrome giovanile.
FORA FOR EVER
Sontuoso l’intervento di Fora (oppositore moderato) non tanto per le cose che dice (giuste o sbagliate si vedrà) ma perchè distingue, nella sua analisi, tra concrete questioni impostate verso soluzione da lui ritenuta corretta e invece soluzioni che pensa inadeguate. Evviva. Con questo tipo di dibattito, e anche di scontro, si cambia l’Umbria, che ha un fondamentale bisogno di essere cambiata.
COMUNICARE O FINIRE
Tesei dice che in questa prima fase alla Giunta ha fatto difetto la comunicazione. La comunicazione non è forma, è sostanza. E’ il desiderio di illustrare il progetto in cui si crede. E anche i passaggi e i dubbi e le difficoltà. Farne parte con i cittadini, mostrando loro anche quando perseguono logiche parziali, perfino egoistiche. Chiarendo sempre che compito dell’amministrazione è quello di fare scelte il più possibili coerenti, cuna linea scelta nella trasparenza.
“NODO” E PARTITI
Facciamo un esempio (ma promettiamo di farne altri nei prossimi giorni)? Quello che si chiama comunemente “nodo di Perugia”, insomma le strade intorno a Collestrada, ingresso sud di Perugia, va sciolto. Il tempo è scaduto. Sì o no. Cominciando a comunicare perchè sì o perchè no. Con tutta la saggezza o prudenza che serve. Ma facendo le scelte. Perchè questo è lo step decisivo per la presidente Tesei. La quale – tra i tanti problemi che ha – deve pagare anche un prezzo elevato alla strutturale fragilità e alla titubanza, alle difficoltà di essere all’altezza del ruolo che assegna loro la Costituzione, dei partiti della sua coalizione, i quali invece dovrebbero sorreggerla.


