di Marco Brunacci
PERUGIA – Mentre in tutta Italia si stanno attendendo variazioni significative del trend dei contagi, l’Umbria segna una diminuzione dei casi importante, ma che è legata al fine settimana, quindi difficile da inserire in un contesto complessivo.
La verità resta una sola: nessuno aveva previsto la quarta ondata in piena estate e il virus così tanto poco naturale continua a farsi beffa prima di tutti degli esperti, ma la preoccupazione è per la ripartenza di settembre.
L’argine dei vaccini sarà sufficiente? E quanto reggerà questa diga?
Nel mentre tutti si chiedono questo e tanti hanno fiducia che si andrà verso una soluzione, magari non immediata, ma certa, resta aperta la questione di chi continua a non farsi vaccinare.
Ecco perché pubblichiamo con grande rilievo la graduatoria italiana dei non vaccinati over 50.
Qui è importante ragionare sul numero: parliamo di un esercito di oltre 3 milioni e mezzo (3,58) di italiani, che, pur avendone avuta la possibilità non si sono fatti somministrare il vaccino.
E’ ragionevole pensare che in questo molto nutrito gruppo, che resta quello dove pesca il virus e nel quale c’è la quasi totalità dei ricoverati, ci siano, oltre a no vax irriducibili, anche ni-vax che hanno rinviato l’appuntamento insieme a qualche boh-vax, aspettando il rientro dopo le ferie o in un momento migliore. Ma il numero è comunque enorme.
E può essere sottolineata con soddisfazione la performance dell’Umbria, che ha puntato tutta la campagna vaccinale sulle fasce di età oltre i 60 anni, ma ha anche coinvolto i cinquantenni in maniera importante: solo la Puglia – come si vede dalla grafica – ha fatto meglio dell’Umbria. Solo il 10,1 di questa fascia di popolazione, in Umbria, non ha ricevuto il vaccino.
E questo si va ad aggiungere al dato, rilevante, che dice come il 77% degli umbri abbia avuto almeno una dose, mentre è ragionevole immaginare, nonostante un calo netto di somministrazioni in questa fase dell’estate, che entro il 10 settembre si arrivi all’80% della popolazione immunizzata, sufficiente per immaginare un’immunità generalizzata.
Di fronte al virus invisibile e così poco naturale, dai comportamenti che spiazzano esperti e governanti, l’unica calcolo che si può fare è quello sul vaccino. Rafforzare la diga è fondamentale. A questo punto, per evitare una crisi di settembre-ottobre, non resta che contare sul buon senso o, se non succede, sull’obbligo vaccinale.


