Tesei pronta a far partire una verifica di giunta per stoppare i leonardo-da-vinci della Lega e rinviare il rimpasto a dopo le amministrative

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Dopo la crisi di nervi leghista culminata con l’espulsione di Melasecche la governatrice potrebbe anticipare i partiti e promuovere un confronto, contando sul senso di responsabilità di FdI. A fine ottobre poi si vedrà. Il monito che arriva dall’opposizione

di Marco Brunacci

PERUGIA – La crisi di nervi di Ferragosto della Lega (con espulsione dal partito, con bolla pontificia, dell’assessore Melasecche) comunque sfocerà in una verifica del Governo regionale. Prima che lo chiedano i partiti (la stessa Lega e Fratelli d’Italia, magari per una volta d’intesa) potrebbe però essere la presidente della Giunta regionale Donatella Tesei a prendere l’iniziativa.

INIZIATIVA TESEI

Finita la brevissima vacanza che si è concessa, Tesei potrebbe chiedere a tutti i partiti che la sostengono di riflettere sul presente e prendere impegni per il futuro.
Come finirà? La “via crucis” della presidente, destinata passare di emergenza in emergenza, conoscerà una nuova stazione di dolore e sofferenza, ma almeno si potrebbe tirare avanti fino alla fine di ottobre, dopo le amministrative, che si annunciano affatto facili per il centrodestra umbro, per prendere decisioni operative come la sostituzione di assessori.

LA MINACCIA DI DIMISSIONI

La presidente Tesei potrebbe, a quel punto, mettere sul piatto anche le sue dimissioni, visto che non ha nulla da perdere e anzi avrebbe dei vantaggi a tornare alla sua professione. E mettere con le spalle al muro la Lega umbra, che si è scoperta determinata e inflessibile in queste ore in cui le persone normali sono dedite a cospargersi di creme solari o a rilassarsi in passeggiata in montagna, a ipotizzare spericolati turn over della famiglia Fioroni (fuori l’assessore Michele dentro la caparviana di ferro Paola).
La Lega dovrebbe trovare qualche idea per frenare l’emorragia di voti, invece si dedica, grazie ai tanti apprendisti stregoni di cui dispone, alle alchimie del piccolo potere locale.

IL TURN OVER DEI FIORONI

Per i tanti leonardo-da-vinci della politica in quota Lega alcune riflessioni: l’apertura di una crisi regionale, al termine della verifica, finirebbe inevitabilmente per aprire un “Vietnam” in Assemblea legislativa, con metà gruppo leghista contrario alla Paola Fioroni, con Melasecche in grado di far vedere i sorci blu – essendo molto preparato – a chiunque prenderà il suo posto ed avendo le mani libere dalla postazione del cecchino del gruppo misto o del gruppo civico.
Melasecche – se a qualcuno facesse difetto la memoria – è stato capace di far cadere da solo il sindaco Ciaurro a Terni.
Impallinare la prima presidente non di centrosinistra della storia dell’Umbria potrebbe essere, non solo un autogol, ma una pietra tombale sull’esperienza di centrodestra di queste parti. Anche al masochismo politico dovrebbe esserci un limite.

LE MILLE E UNA RAGIONE DI FDI

Discorso a parte per Fratelli d’Italia, che ha – come scritto da Cityjournal – mille e una ragione. Ma se la presidente Tesei prende l’iniziativa della verifica, decide insieme ai partiti una linea e non tocca per ora gli assessori, anche FdI difficilmente si metterà di traverso.

SQUARTA FOR EVER

Il partito di Giorgia Meloni è in grande crescita, ha superato la Lega nei sondaggi nazionali ed è in procinto di farlo anche in quelli locali. Se si fa la crisi, avrà diritto, come chiesto da Giorgia Meloni e riportato da City journal, a un assessore non di secondo piano (Caforio o Pace o De Sio), senza toccare la presidenza dell’Assemblea legislativa (con Marco Squarta, che garantisce al Governo regionale una serenità – come dire – parlamentare, che i capigruppo di maggioranza hanno difficoltà a mantenere), perchè – è ovvio – sarebbe assurdo che la crescente forza elettorale di Fratelli d’Italia sia trattata nello stesso modo di una forza civica minima come quella della Agabiti (la quale dovrebbe cominciare ad assumersi un ruolo politico propositivo, non meramente amministrativo).
I Valerio Mancini possono fin da subito scordarsi quella presidenza.

LE AMMINISTRATIVE SPARTIACQUE

Ed ecco perchè per FdI le amministrative possono essere uno spartiacque. Non muovere la Giunta Tesei diventerebbe una dimostrazione di serietà e potrebbe trasformarsi in un dividendo elettorale.
Se il partito di Giorgio Meloni recupera i voti che sta perdendo, in ogni dove, la Lega umbra, anche eventuali sconfitte tra Città di Castello e Spoleto possono essere rette senza traumi dall’intero centrodestra.
FdI, da partito in crescita nei sondaggi, diventerebbe realtà emergente in Umbria, come altrove. Dopo le amministrative si vedrà. Inizia una partita diversa.

E SE TESEI SI METTESSE IN PROPRIO

Un finale di fantapolitica i lettori di City journal ce lo consentono? E allora ecco qua: Tesei potrebbe, sapendo che la politica italiana è in grande movimento, mettersi anche in proprio rispetto alla Lega. D’altra parte è o non è una indipendente?
E allora: una Tesei con un riferimento – diciamo – civico potrebbe completare il quadro.

I PUNTI FERMI

Sapendo però che due sono i punti fermi: subito (entro fine agosto) una verifica promossa e condotta dalla Governatrice e tutto fermo fino alle amministrative (fine ottobre). Sarà in questa ottica che girava voce che agli assessori è stato detto di continuare a lavorare per rendere operativi i progetti impostati. Alcuni davvero decisivi per il futuro dell’Umbria.

POST SCRIPTUM

In questa fase è esemplare il comportamento dell’opposizione che ricorda alla maggioranza quanto sia irresponsabile immaginare crisi di governo regionale in questo periodo tanto delicato. Ma sarà sufficiente per i tanti leonardo-da-vinci che girano nei partiti umbri di centrodestra?

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