di Marco Brunacci
PERUGIA – Vogliamo provare a dire perché è così importante il Green table, forum internazionale su architettura e design, che si terrà a Perugia dal 20 al 23 ottobre nella ideale location del nuovo San Francesco al prato?
- perché arriva nei tempi e nei modi di una manifestazione che può contribuire a cancellare le ansie da Covid e vendicare la vittima eccellente dei lockdown, quel po’ di cultura che si poteva fare incontrando gente e permettendo agli umani di scambiarsi conoscenze e esperienze, confrontarsi e discutere.
- perché si fa a Perugia e Donatella Tesei non sa come e quanto dire che sarà una gran bella vetrina per la città (alla presentazione mancava il sindaco Romizi ma c’era metà della sua Giunta, evviva, ma l’unica presente giustificata era l’architetto Margherita Scoccia, impegnata nel rilancio urbanistico del capoluogo) e per l’Umbria, un evento sul quale la Regione punta 40mila euro e tanta voglia di ripartire, di gettare un ponte verso Milano (dove l’evento verrà presentato) e il nord che produce, inventa, insegna italiano al mondo del design, fa business e cultura, arte e trend commerciale, coniuga progetti visionari e industria, sogno ed economia, genio (nel trovare le soluzioni innovative) e regolatezza (nel rispettare la storia e i materiali senza cancellare le radici – dixit Paolo Belardi, grande urbanista in rappresentanza dell’Università, citando l’esempio del progetto per il riuso e rilancio di via del Giochetto).
- perché arriva adesso, mentre si è sentita come una ventata di aria fresca, capace di cambiare il clima economico e il tasso di innovazione del Paese, il gran summit del design di Milano e l’Umbria ha il desiderio confessato di tornare al centro delle rotte italiane ed europee della cultura e del business. Lo ha detto chiaro Tesei, lo ha approfondito Margaritelli: la scelta dell’Umbria ha un valore emblematico, simbolico, perché qui si è sempre curata la sostenibilità dello sviluppo e convivono esperienze laiche, religiose, spirituali che da sempre sono di richiamo planetario.
- perché – vogliamo dirlo – è il primo grande evento targato Tesei e centrodestra, dopo tanto lavoro poco appariscente, di scarsa ricaduta mediatica, a ripulire i motori e aggiustare ammortizzatori dei festival esistenti, a cominciare da Umbria jazz. E Green table è ad alta concentrazione culturale, target da classe dirigente illuminata, non feste del giornalismo, e che muove su temi da far venire un travaso di bile a chi, a sinistra, non ci aveva pensato prima.
- Quali temi? Tutti decisivi per gli anni a venire: sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica. Sono parole del profeta di questo Green table, un ispiratissimo Andrea Margaritelli, presidente della Fondazione Guglielmo Giordano e leader del Listone Giordano, che terrà le fila della manifestazione, che ad ogni frase di presentazione dell’evento scolpisce il monumento di un futuro digitale ma a misura d’uomo e di creato, “relazione armonica tra genere umano e mondo naturale”, roba da far lievitare come un Sai baba, che so, un esteta come il collega industriale Cucinelli.
Margaritelli è un concreto uomo d’impresa, ma anche un evangelista dello sviluppo sostenibile, che manda a memoria tutte le opere d’arte che conteneva lo scrigno di San Francesco al prato, nel mentre ricorda l’intervento al Green table di Aboca, sponsor che proporrà lo spettacolo “Botanica”, scienza e amore per la natura sul palcoscenico. E mentre spiega la finalità e scopo della grande kermesse presentando l’ultima sponsor, With, una innovativa piattaforma digitale che permetterà a tutti i partecipanti degli incontri – ecco il fine – di diventare una community che continuerà a dialogare e a confrontarsi, non solo tra protagonisti del Green table, ma anche con le amministrazioni e le industrie. Sogno ed economia, come si era detto. Con ripresa di interesse internazionale per l’Umbria. Un bel progetto.
Tutto il resto – partecipanti, eventi, modalità dei dibattiti e delle esperienze – prenderebbe troppo spazio. Ma di sicuro dal 20 al 23 ottobre merita che tutti diano almeno una sbirciata per rendersi conto: se tutto va come deve andare, da qui inizia una stagione nuova. Perugia e l’Umbria un po’ meno periferiche.


