Aeroporto boom, a ottobre si decolla verso quota 130mila passeggeri. Mencaroni si aggrappa al progetto, Confindustria prova a non restare a terra

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Sale del 300% il traffico dell’ultimo mese e la stagione invernale garantisce nuovo sviluppo (irrilevante il volo cancellato su Trapani). Piuttosto il focus è sulle quote Sase e su come il neo presidente Briziarelli farà tornare gli industriali in volo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Se a qualcuno serviva, ecco un’altra conferma: l’aeroporto San Francesco è decollato, è sempre più centrale nell’azione di rilancio dell’economia, come del turismo, dell’Umbria. Ha chiuso ottobre con un record di passeggeri: 24.865, rispetto al 2020 quando ne transitarono 6.142. In percentuale è +305%. Per gli appassionati delle statistiche, la stagione estiva chiude con +178% rispetto al 2020, con 119.581 passeggeri e un -24% rispetto al 2019. Si stanno quindi tornando a raggiungere i livelli pre-pandemia.

La stagione invernale, che è partita il primo novembre, vede poi la conferma dei voli con Londra, Tirana, Malta (dal 3 dicembre), Catania e Palermo che dovrebbero consentire all’aeroporto di superare agevolmente i 130mila passeggeri totali per il 2021, una meta insperata fino a poco tempo, considerata un gran bel risultato in attesa del 2022 del rilancio vero e proprio.
Di fronte a questi numeri e all’attivismo della Regione, che ha sottoscritto l’80% delle quote, non ha rilievo la cancellazione del volo (finanziato direttamente a livello statale) del volo per Trapani, quanto piuttosto la corsa a capire chi è dentro la partita e chi intende restarne fuori.
E il quadro è questo; Giorgio Mencaroni, che rappresenta il 10% dell’azionariato con Camera di commercio, si è assicurato attraverso l’Ascom, una piccola percentuale (in decimali) che gli consente di rivendicare la vicepresidenza e di restare ben aggrappato al progetto (e in verità nel progetto Mencaroni ha sempre creduto). Più difficile da definire la situazione per quanto riguarda Confindustria Umbria, che ha deciso qualche mese fa, inopinatamente, di restare fuori, ma ora ci sta ripensando insieme all’Ance, associazione costruttori. Il 31 ottobre è scaduto il termine per sottoscrivere quote della società di gestione (Sase) ma una soluzione – dicono gli esperti – si può trovare, sempre che ci sia la volontà.
Ora si tratta di tornare a ragionare dentro un progetto di prospettiva, che vada oltre miopie o interessi di corto respiro, e questo sarà il primo banco di prova del nuovo presidente di Confindustria, insediatosi proprio oggi, Vincenzo Briziarelli.

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