di Marco Brunacci
PERUGIA – È ormai evidente a tutti: l’aeroporto San Francesco è una sorta di perno intorno al quale gira la ripresa dell’Umbria, il suo rilancio tra turismo, economia e superamento dell’isolamento, all’interno di una grande piano di infrastrutture.
Quindi, da mesi, si parla di aeroporto ma si intende l’intervento su un cuneo che può risollevare un modello di Umbria, in parte, di un tempo andato e, in parte, del tutto nuovo.
Ecco perché tanta, meritata, attenzione per ogni passaggio della vicenda.
La novità dell’ultimo intervento in assemblea legislativa della presidente Tesei sta non tanto nel detto, quanto nel non detto, la parte lasciata intuire: Tesei si è impegnata direttamente da mesi a condurre la danze, da quando ha deciso che la Regione Umbria si faceva carico per intero della ricapitalizzazione dell’aeroporto («per il suo futuro a anche per non vanificare gli interventi pubblici sull’aeroporto che sono stati fatti per decenni»), lasciando ai privati la possibilità di coprire i loro impegni fino al 31 ottobre.
Allora: da quel giorno Tesei ha seguito un percorso che è passato più volte per Milano, con l’incontro con Monaco airport e gli emissari del governo della Baviera. Un thriller tra banche, advisor, fondi di investimento, gruppi industriali e società di gestione di aeroporti medi e grandi, dentro e fuori dall’Italia.
Un rete tessuta con saggezza e determinazione, mostrando come la grandezza di questa amministrazione stia nell’azzeccare le mosse da cda della Società Regione, mentre il limite è che a queste mosse non sempre corrispondano successi nella gestione politica e nella ricaduta di immagine.
La strada intrapresa con l’aeroporto ha messo le basi per un rilancio vero che è quello dello scalo, ma anche del turismo, dell’economia e delle infrastrutture umbre. Il perno, di cui si diceva.
I numeri non sono nuovi ma vengono confermati: quelli già acquisiti quest’anno sono eccellenti, ma i 300mila passeggeri, obiettivo fissato per il 2022, quello del decollo vero e proprio, sono a portata di mano, con le 16 rotte che stanno reggendo bene l’impatto e gli accordi scritti non sull’acqua con Londra Heathrow e Monaco di Baviera.
Il punto debole dello schema è quello di aver escluso Milano, ma la scommessa è quella di convincere – e sarebbe ormai nell’aria, anche se serve sempre pagare – Ferrovie dello Stato a raddoppiare il Frecciarossa, oltre ad aggiungere collegamenti più veloci con Firenze, che apre le porte del nord, attraverso una tratta Foligno-Terontola meno ottocentesca.
Se si raggiungono i 300mila passeggeri nel 2022 – e non sembra difficile – ecco pronto il traguardo dei 500mila passeggerI, da centrare non oltre il 2024, col possibile sorpasso di Pescara e l’ingresso nella top 30 degli aeroporti italiani (su 42) .
Come si vede qui non si sta discutendo solo di aeroporto, qui si parla della strada di uscita dall’isolamento dell’Umbria, con gli evidenti risvolti positivi che permettono di guardare al futuro con minori apprensioni. Sempre che il progetto riesca. E la garanzia sta nel mix di saggezza e determinazione che Tesei ha mostrato di saper mettere in campo.
Se – come ormai evidente – il futuro dell’Umbria passa per il futuro dell’aeroporto, l’Umbria ha bisogno di altra gente che creda e scommetta su questo futuro. Ecco spiegati i due ultimi messaggi contenuti nell’intervento in Assemblea legislativa della presidente della giunta regionale:
- il richiamo a possibili partner (uno o più, ha detto Tesei) che potrebbero avere un ruolo nella Sase di domani. E questo indipendentemente rispetto a quello che intende fare Confindustria, ancora amletica, dopo l’incomprensibile passo indietro voluto dalla gestione Alunni.
- il richiamo forte a chiaro alle resistenze che incontra il progetto aeroporto nell’Umbria sud. Frutto di miopia – ha spiegato la presidente mai così esplicita – perché le ricadute positive sono evidenti. E non è un caso che la presidente dica ai ternani – per la prima volta in pubblica assemblea – quanto sia infantile, dati alla mano, pensare che siano gli scali romani il servizio per Terni.
Da qui si ricomincia: Il dossier aeroporto resta tra i più strategici per l’Umbria di domani.


