di Marco Brunacci
PERUGIA – Cosa farà l’Umbria per i prossimi tre anni? Quattro cose: 1. la battaglia per contrastare la denatalità, 2. provvedimenti perchè fermare i giovani – soprattutto i più preparati – che se ne vanno fuori a lavorare, 3. impegno per l’estensione del lavoro delle donne, 4. la lotta alla povertà in generale.
I primi tre sono obiettivi che sono problemi del sistema Paese. Lo è anche il quarto ma l’Umbria ha scelto, per decisione della presidente Tesei che ha firmato l’appello degli altri governatori di centrodestra, di combattere la povertà ma senza il reddito di cittadinanza.
Queste linee di indirizzo compaiono nell’ultima e definitiva stesura del Documento di economia finanza (Defr) che decide come si muoverà la Regione nei prossimi tre anni.
Stavolta – lo abbiamo più volte sottolineato – non si tratta di un vano cahier dei sogni, piuttosto dell’impostazione di un modo diverso di ragionare dello sviluppo dell’Umbria. La scommessa è mettere le imprese al centro. Saranno loro che, opportunamente stimolate e seguite dall’Ente pubblico, dovranno trainare l’economia regionale, producendo ricchezza e lavoro, per diventare, così facendo, promotori del recupero del PIl e quindi della prosperità degli umbri.
Chiacchiere? Stavolta mica no. Semmai una benefica rivoluzione per alcuni e una sorta di bestemmia per altri, soprattutto per chi ha costruito finora i Defr e lo sviluppo economico su un tipo molto pervasivo di welfare e una mano pubblico interventista.
Detto della filosofia dalla quale ci si muove, altre novità da cogliere tra le pagine scritte fitte.
Per dirne una: si garantisce l’invarianza fiscale, per tre anni non aumenteranno le tasse regionali. E non è cosa da poco.
La sanità poi promette un piano socio sanitario che prende le mosse in questi giorni. Sono stati garantiti i soldi in arrivo (108 milioni) per modificare l’intero approccio del sistema-sanità. Le basi solide per muoversi stanno nell’equilibrio finanziario garantito dall’assessorato alla sanità, e anche in virtù di una campagna vaccinale che procede con buoni risultati. Resta però senza una spiegazione logica il fatto che ancora non sia firmata la Convenzione sanitaria con l’Università, così importante per la gestione delle Aziende ospedaliere di Perugia e di Terni. Come si spiegano male i ritardi sul piano socio sanitario, nel mentre le liste d’attesa impazzano. La presidente Tesei promette l’indispensabile accelerazione. Vediamo cosa succede.
Ma se si esclude la sanità, la presidente Tesei può rivendicare successi rilevanti e il Defr ne annuncia altri. Sulle infrastrutture sono state attratte in Umbria risorse come mai si erano viste, tra Pnrr e non solo.
La ricostruzione ha avuto un’accelerazione straordinaria: la ricostruzione privata è al 75%, quella pubblica nel 2022 decolla.
I trasporti finalmente vedono un orizzonte meno buio. L’ultima novità potrebbe essere rappresentata da un Frecciarossa che cambia orario: non più le 5 del mattino (un po’ fantozziane) ma una partenza più invitante, nel mentre si chiede ai vertici nazionali delle Ferrovie di mettere subito mano all’ammodernamento della ottocentesca tratta Foligno-Terontola. Ma la sorpresa sarà l’ex Fcu.
Sul lato delle imprese, che dovranno essere centro motore del nuovo sviluppo, ecco un piano strategico di sostegno alla crescita dimensionale delle imprese umbre, storicamente piccole e fragili. Ma il sistema industriale umbro – lo ha certificato Bankitalia giorni fa – non solo ha retto meglio di altri, ma è ripartito con slancio pari al resto del Paese ed è in grado di arrivare tra le primissime regioni al livello di Pil pre Covid, già nel primo trimestre del 2022.
Su questo fronte, si legge nel Defr, l’Umbria va anche a passi rapidi verso la drastica diminuzione del C02 (grazie anche alla forestazione), pronta a raggiungere in tempi brevissimi la carbon neutrality. Musica per le orecchie green che tutti hanno, più o meno, in questi anni.


