Impastata Guasta Perugia

C’è chi chiude e c’è chi apre: “Impastata Guasta” tra Bastia Umbra e Perugia

Il segreto del successo: l’asporto al tempo del covid

di Francesca Cecchini

PERUGIA – Che l’avanzare del covid, con il susseguirsi dei vari dpcm, abbia condizionato le nostre vite è ormai un dato di fatto. Eppure tra chiusure, norme da seguire, green pass base e rafforzati, c’è chi dalla pandemia è uscito “vincitore” ed è riuscito ad aprire non una, ma ben due attività di ristorazione.

Passando per Canneto, periferia di Perugia, in molti abbiamo visto per diverso tempo lungo uno dei piazzali di vocabolo Campanella (in quello che è il lato di percorrenza di pertinenza del Comune di Corciano), la scritta “di prossima apertura”. Dopo qualche tempo finalmente, l’11 settembre, si sono accese le luci e aperte le porte di questo locale, una pizzeria, non molto grande ma calda e accogliente dai colori che ricordano decisamente la nostra Perugia, che si chiama “Impastata Guasta”.

Cristian Caprio

Come e perché dell’apertura ce lo spiega Cristian Caprio che tutte le sere gli abitanti del quartiere (e non solo, perché la sua pizza richiama anche persone residenti in ben altre zone) vedono sempre sorridente dietro al bancone. Perché lui della pizzeria non è solo il proprietario ma anche la figura che dalle 10 di mattina alla chiusura impasta, stende e cuoce le sue prelibatezze.
Ma partiamo dall’inizio. Dietro a Impastata Guasta c’è una società composta da Cristian e il suo amico fraterno Marco Carletti, ternano di origini ma residente a Montecastrilli. Marco segue tutta la parte della preparazione dei locali in quanto tecnico della ristorazione, Cristian, cresciuto nel ristorante di famiglia, si occupa della gestione. Questo a Canneto è il secondo locale aperto. Il primo è stato inaugurato a Bastia Umbra nell’ottobre del 2020.
Come mai avete scelto proprio Bastia?
«Casualmente. Facevo sempre colazione nel bar davanti a quella che ora è la nostra pizzeria. Ho visto il cartello “affittasi” e mi è venuta l’idea. Ne ho parlato con Marco e abbiamo fatto uno studio in merito» perché la scelta dei locali per i due amici nasce anche in base alla densità di popolazione. «Bastia ci sembrava una “buona piazza” e, anche se c’erano già altre cinque attività, ci abbiamo provato lo stesso».
Poi arriva Perugia dove Cristian si è trasferito: «Sono un uomo di mondo – ci dice scherzando – Sono nato a Milano, cresciuto a Terni, Montecastrilli, Todi, Deruta e Corciano. Poi, circa dodici anni fa, mi sono fidanzato con una ragazza di Perugia e mi sono fermato qui». La ragazza in questione è ora la moglie, che gestisce la pizzeria di Bastia Umbra.
La storia si ripete. I due soci vogliono aprire una pizzeria anche nel capoluogo umbro. Cristian vive a Cenerente e, continuando a passare lungo la strada principale, tutti i giorni ferma lo sguardo su quel locale vuoto che tanto attira la sua attenzione. La zona ha del potenziale: «In questi dieci anno ho visto la grande crescita del quartiere. Sono molte le nuove famiglie che continuano ad arrivare. Si allontanano da zone più centrali per venire a vivere in questo che è un luogo immerso nel verde seppur non prettamente zona di campagna».
Questa di Perugia diventerà la sede principale perché l’idea è di proseguire il percorso iniziato e avviare un vero e proprio franchising, allargandosi prima a tutta l’Umbria, poi anche fuori regione.
Un successo, nonostante il covid, anzi «proprio il covid è stato la scintilla che ha fatto partire il progetto».
La pandemia ha portato cambiamenti radicali nel campo della ristorazione e in questi due anni l’unica “carta vincente” sembrava essere il take away, «così abbiamo messo insieme l’amore per il lavoro e il pensiero dell’asporto» che si sarebbe mai fermato in questi due anni. «Questo è stato il punto di forza su cui abbiamo puntato».

Impastata Guasta

Un punto di forza che vi ha portato lontano e che dà lavoro a diverse persone, tre a Bastia e cinque a Perugia.
Come riuscite a lavorare in armonia?
«Il nostro segreto è riuscire a essere una squadra in cui tutti devono mettere le proprie idee. Cinque persone che lavorano insieme in un’attività sono cinque teste che messe insieme creano sicuramente più di una sola».
Il fatto che tu sia visto come il capo?
«Non mi considero un capo, ma un leader: quando c’è bisogno sono quello che lavora più di tutti perché mi piace a essere il primo a “tirare il carro”. Per il resto, ci sediamo insieme e ci confrontiamo su tutto».
Per concludere, un paio di “chicche” per buongustai che possiamo trovare da Impastata Guasta?
«Abbiamo la “Alexander” con mozzarella, caprino al pepe bianco, crema di pere, tartufo e polvere di caffè. Poi c’è la “Mantovana” con mozzarella, guanciale, crema di zucca, amaretto sbriciolato e pepe. Pizze che vengono molto apprezzate».

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