di Marco Brunacci
PERUGIA – Nubi sul Romizishire e sul suo indiscusso sovrano dal grande consenso, il sindaco di Perugia Andrea Romizi.
Per dirla subito tutta: c’è chi sta perdendo la pazienza perché vorrebbe sapere compiutamente la posizione del Comune di Perugia sul Nodo di Perugia, un’opera che è già in ritardo da decenni, fortemente caldeggiata dal centrodestra quando era all’opposizione e che adesso è obiettivo di tanti dotti scetticismi e sussiegosi distinguo.
E così a ogni cassetta di frutte persa in strada da un camion alle porte di Perugia i cittadini vengono condannati a ingorghi millenniali senza che nessuno si agiti. Anzi: calma, tranquilli, ragioniamo, iniziamo qui, no meglio là, forse è il caso di riconsiderare.
Qualcuno sospetta che in Comune si faccia ammuina: un sì in Regione, poi un forse nella riunione nelle zone interessate dai lavori, che diventa un ni nei corridoi e tanti vediamo, capiamo, discutiamo nel corso delle riunioni ufficiali di Palazzo dei Priori.
E a ritardi si sommano ritardi. Con la scusa che si vuol fare meglio il progetto. Senza tener conto della saggezza popolare che ha decretato da tempo che il meglio è nemico del buono.
Tanto più che nel ramo trasporti l’amministrazione comunale non si sta segnalando per efficienza se è vero -. come insistono a dire addetti ai lavori – che 4 passaggi a livello incustoditi della linea della ex Fcu devono essere chiusi da tempo immemore. Ma si continuano a non farlo.
I passaggi a livello incustoditi sono pericolosi, la nuova Ferrovia è in procinto di partire.
E anche qui l’assessore al ramo Numerini deve dare risposte esaurienti, che al momento non ci stanno. Ma Numerini gode di grande apprezzamento e ci mancherebbe. Ci vuole così tanto a chiudere passaggi a livello pericolosi?
Un paio di questi – raccontano – siano costituiti da transenne mobili. Cose da Far west. Mancano solo gli indiani e le carovane.
Si attendono lampi di luce, tra nuvole, da Palazzo dei Priori.


