Il dopo-riconferma di Mattarella e l’Umbria. FdI sempre più “contro”. Per Tesei subito il test delle nomine della sanità (due nuovi direttori, uno a Perugia e uno a Terni). Poi…

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La governatrice loda la scelta di «responsabilità e stabilità», ma sa bene delle tensioni all’interno della Lega con gli altri governatori critici con Salvini, e soprattutto dei meloniani furenti. Dovrà mettere mano al rimpasto di Giunta? Fioroni torna in bilico?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il dopo-riconferma di Mattarella presidente della Repubblica e l’Umbria. Donatella Tesei elogia e loda: «Una scelta di responsabilità e di stabilità», dichiara. E provate a darle torto. Ma lei, come governatrice dell’Umbria ne avrà dei contraccolpi, suo malgrado. Va a pararsi subito, nella stessa dichiarazione ufficiale: «In queste settimana abbiamo continuato a lavorare sulle urgenti questioni dell’Umbria», dice come un monito per gli alleati agitati.

Basterà a tenerla al riparo dalle turbolenze interne alla Lega, con i governatori leghisti e Giorgetti e Garavaglia e i parlamentari lombardi ai limiti della sopportazione per il king maker che ha fatto re quello che volevano gli altri? E poi: dove si riparerà per evitare i fulmini dei Fratelli d’Italia che già l’avevano messa nel mirino?
Il primo banco di prova sarà le nomine dei nuovi direttori generali delle Asl, attese a ore: vengono dati per certi due arrivi, uno in sostituzione di Giannico, già partito dall’Azienda ospedale di Perugia, un altro ragionevolmente all’Asl 2 ternana. Ma le previsioni non sempre si avverano. Anche perché qui il parere dei Fratelli d’Italia, componente della maggioranza, ma non in Giunta regionale. deve essere considerato molto importante.
Ma il segretario regionale Zaffini e il presidente dell’Assemblea legislativa Squarta si fermeranno alla sanità o continueranno a chiedere un posto in Giunta?
E adesso che tra Salvini e Meloni i rapporti sono ufficialmente ai minimi storici e Berlusconi è furente con entrambi (non che il centrosinistra sia messo meglio, ma Letta ha usato l’antica tecnica democristiana: se non mi faccio notare, vinco sempre e comunque), pensate che il forcing di FdI in Umbria sarà meno incessante?
E ora la questione è la seguente: troverà la presidente il modo per superare le turbolenze senza mettere mano al rimpasto di giunta regionale?
Tesei ha finora risposto a tutti: abbiamo tanto da lavorare, non possiamo stare a romperci la testa sugli equilibri politici. Tanto da lavorare c’è, lunedì inizia una settimana cruciale con tutti i dossier sul tappeto, da Arvedi alle comunità montane, dalle società partecipate da rimettere in sesto a Monteluce da salvare, fino alla Convenzione sanitaria Regione-Università da sottoscrivere, ma basterà questo per rendere più mansueti Zaffini e Squarta?
Come andrà a finire non si sa, di sicuro il timing è questo: si chiude sui direttori generali con due nuovi innesti, poi si riparte a discutere su Fdi che è escluso dalla Giunta.
In quel momento tutti guarderanno all’assesore Fioroni che resta il più debole tra gli assessori (a meno che non si aprano prospettive romane per l’assessore Coletto). La variabile da calcolare però è anche il livello di testardaggine della presidente.
Ma nel dopo-riconferma del presidente Mattarella nessuno avrà tempo per rilassarsi.

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