Il retroscena1/ Il parere dell’Università sul Piano sociosanitario della Regione? È servito a sbloccare la firma della Convenzione. Ecco perché

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Le critiche del Senato accademico hanno permesso di intensificare il dialogo e di arrivare alla conclusione dell’iter del decisivo atto per le aziende ospedale di Perugia ma soprattutto di Terni. E al rettore di rafforzarsi all’interno

di Marco Brunacci

PERUGIA – Un universitario navigato, olivieriano sì senza però fidanzamento ufficiale, rivela: «Adesso che l’assessore alla sanità Coletto ha parlato e detto in pubblico che si può procedere, vedrete che si firma. Quando? Prima di Inter-Milan. O, al massimo, subito dopo visto come vanno le cose le cose in Italia».

Per la Convenzione sanitaria tra Regione e Università questa è la volta buona. Dopo due anni di tira e molla, di incomprensibili difficoltà, saremmo ormai in vista dello striscione del traguardo.
Una parte del merito forse sta nel parere negativo dato dal Senato Accademico al Piano socio-sanitario della Regione.
Spieghiamo. Sono più di due settimane che si conosce, non è nulla di esplosivo, piuttosto un invito alla discussione su alcuni punti che – ci mancherebbe – sono affrontati con sensibilità di diverse.
Il Piano socio sanitario viene preadottato dalla Regione per poter aprire il dibattito – questo è altrettanto noto – e un’opinione motivata, anche critica, è la base per aggiustare il tiro, definire le priorità, migliorare gli strumenti, definire gli obiettivi. Basta pensare solo al gran lavoro che va ancora fatto con i sindaci per calare il Piano nel territorio.
Piuttosto il problema nasce se i pareri negativi verranno confermati tra qualche mese. Adesso si tratta solo di contributi per un buon risultato finale.
Allora perché è stato utile per arrivare alla finora rinviatissima firma della Convezione? Perché si sono dovuti intensificare i rapporti con l’Università che erano stati – per diverse vicissitudini – meno intensi nelle ultime settimane.
Da più di due settimane Regione e Università si riparlano sempre più spesso, e non solo tra i leader – è noto che tra la governatrice Tesei e il rettore Oliviero i rapporti sono eccellenti -, ma anche tra tecnici, staff, sherpa ai vari livelli. Grazie ai nuovi contatti si è visto che non c’è più motivo per tirare più in lungo.
Sempre che Coletto faccia seguito alle sue parole. Come tutto però fa pensare.
La Convenzione è un passo fondamentale per l’Azienda ospedale di Perugia e in particolare, in questa fase, per quella di Terni.
Se le procedure si sbloccano, una sanità migliore per i cittadini umbri è a portata di mano. Con il decisivo contributo dell’Università che il rettore non solo non intende negare ma anzi è tra i punti principali del suo programma di governo.
Un programma molto ambizioso che eventi esterni hanno necessariamente limitato: da quel cataclisma planetario che è stato il Covid, all’uscita di un ministro di riferimento competente e partecipe come Manfredi, fino alla fuga dalla burocrazia di Bruxelles dell’uomo della ricerca blue sky, Ferrari,
Ma – per converso – di fronte all’inevitabile ridimensionamento di alcune grandi ambizioni, Oliviero è pronto a centrare tutti gli obiettivi di promozione e sviluppo dell’Università insieme al suo territorio (a partire dai successi in materia di immatricolazioni).
Il rettore continua ad avere grandi consensi. All’interno e all’esterno. In politica è stata Fiammetta Modena (per Forza Italia) a spezzare l’ultima lancia grande così in suo favore, ma anche sull’altro versante del centro, Fora (CiviciX) ha presentato una interpellanza per accelerare l’iter della Convenzione che è un ulteriore endorsement per Oliviero.
Semmai – avvertono gli osservatori più attenti – qualche distinguo fastidioso arriva dall’interno dell’Ateneo, dal fronte destro dello schieramento che lo sostiene.
Un motivo in più per chiudere bene questa vicenda. E se le fonti di Umbria7 sono corrette, i protagonisti stavolta, ci stanno riuscendo.

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