Acciai speciali Terni
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Inizia l’era Arvedi, subito fuori Burelli, si cambia verso. Giovedì incontro del nuovo ad Caldonazzo con i sindacati. La prospettiva Giorgetti su Acciaio Italia

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il vecchio amministratore delegato ringraziato da Thyssen (che resta al 15%) nell’annunciare l’uscita l’1 febbraio (e nuovi vertici confindustriali lo avevano appena nominato in giunta). Le fondate speranze di Tesei e Latini che ora potranno chiedere al Governo su nuovi possibili sviluppi

di Marco Brunacci

PERUGIA – È arrivato il giorno dell’epilogo della vicenda Ast-Arvedi, con tutti i passaggi che i lettori di Umbria7 hanno potuto seguire nelle anticipazioni e nei retroscena.

Cosa merita di essere sottolineato ancora in questo fondamentale passaggio dell’economia umbra (un’operazione da 782 milioni di euro, con i tedeschi di Thyssen che mantengono come anticipato una partecipazione del 15%).
1.Intanto, la nota ufficiale dell’azienda va riletta con  attenzione. 1. Il gruppo che nasce fattura 7,5 miliardi e tutto fa pensare che crescerà ancora. E lo fa pensare prima di tutto la dichiarazione del ministro Giorgetti che parla apertamente – dopo tanto solitario insistere di Umbria7- di progetto complessivo per la siderurgia italiana. Quell’Acciaio Italia, determinante per permettere di reggere la sfida del mercato internazionale con un prodotto italiano di qualità.
2.La società che nasce ha come amministratore delegato Arvedi Caldonazzo, il nipote del Cavaliere, che tiene per sé la presidenza.  
Questo significa che lascia da subito il suo ruolo l’attuale ad, Massimiliano Burelli, che è stato già ringraziato da Thyssen con una lettera, che annuncia la sua uscita dal primo febbraio. 
Si attendeva un epilogo forse più morbido per Burelli, ma il Gruppo ha pensato di accelerare per non lasciare spazio alle incertezze sulla governance della nuova società.
La sostituzione di Burelli come amministratore delegato da subito è comunque un segnale preciso per gli equilibri interni dell’azienda e per le relazioni esterne. Si cambia verso, immediatamente.
Mercoledì sera è atteso l’arrivo del nuovo Caldonazzo e giovedì pomeriggio è fissato l’incontro con i sindacati.
L’altra conseguenza dell’immediata sostituzione è che diventa palese quanto sia stata avventata la scelta dei nuovi vertici di Confindustria umbra di inserire Burelli nella giunta appena varata. Una conferma in più: i vertici confindustriali attuali danno l’impressione di muoversi come astronauti in un pianeta sconosciuto.
3.Le reazioni le abbiamo già riportate: dalla governatrice Tesei al sindaco Latini tutti sono convinti che si apra una fase di sviluppo con prospettive molto interessanti per la città e per tutta la regione. Ma sono le dichiarazioni del ministro Giorgetti -. di cui abbiamo detto – a  fare la differenza: Terni diventa centrale per ogni ipotesi di progetto di Acciaio Italia. Sarebbe bello che i vertici della politica e delle amministrazioni umbre si interessassero di più a questo aspetto della vicenda, magari attraverso lo stesso ministro leghista allo sviluppo economico.

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