di Marco Brunacci
PERUGIA – Andrea Fora (CiviciX) ha vinto l’Oscar per la politica umbra del 2021, grazie al successo nelle elezioni per il Comune di Spoleto e il contributo decisivo per Assisi e la presidenza della Provincia di Perugia (approfittando della vocazione suicida dei vertici regionali dei partiti del centrodestra). A Città di Castello è stato a un passo dell’en plein, ma si è trovato sulla strada Luciano Bacchetta, che è come avere contro l’Ibrahimovic di 10 anni fa: da solo ribalta il risultato e vince lo scudetto.
Ha quindi il diritto dare il calcio di inizio della partita politica del 2022.
Interpellato non si tira indietro. «Il problema del centrosinistra? Deve smettere di far riferimento a quello che si faceva prima, per dire sempre che quando c’erano loro tutto o quasi andava bene. Non è così. Gli umbri lo hanno detto con chiarezza».
E il centrodestra? «A loro volta devono dare un taglio alla cantilena: abbiamo trovato solo disastri, se non riusciamo è perché dobbiamo rimettere a posto questo e quello».
La verità sta nel mezzo? «La verità è che gli umbri vogliono che l’Umbria venga cambiata, ma non a chiacchiere, incidendo sui problemi e superando gli ostacoli».
Quale è l’urgenza numero uno? «Lo sa che sta succedendo col Piano sanitario regionale, uno strumento così importante e che va calato nel territorio? Ci sono decine di sindaci umbri che non vengono interpellati, che non riescono ad avere un dialogo con la Regione. E sono di centrosinistra come pure di centrodestra. E questo è un brutto segnale. Si deve cominciare a dialogare, a confrontarsi per poter cambiare».
E Fora annuncia una sorta di roadshow di CiviciX con Bentivogli per metà febbraio. All’insegna – ovvio – del dialogo.
La sfida 2022 è sempre la stessa per tutti i movimenti civici: riusciranno a non finire per essere soltanto residuali?


