di Marco Brunacci
PERUGIA – I numeri, messi in fila e presi per quel che sono dicono che l’Umbria di fatto è la prima regione che vede l’uscita dal tunnel della quinta ondata del Covid, sperando tanto che sia davvero l’ultima.
L’Iss (Istituto superiore di sanità) dice che in Italia abbiamo raggiunto il plateau dei casi e ritiene che le caratteristiche di Omicron possono far intravedere lo spiraglio giusto. E tutti su questo spiraglio contiamo.
Ecco i numeri: l’Umbria a tutt’oggi ha il miglior rapporto tra ricoverati (10) in terapia intensiva (come riportiamo nel grafico) in rapporto sia alla popolazione che ai posti a disposizione. I ricoverati in reparto ordinario sono scesi sotto 200 dopo due settimane molto preoccupanti (e fatto salvo che diverse associazioni hanno calcolato in un 40% i ricoverati che sono entrati un ospedale per altra patologia e poi hanno scoperto di avere il Covid dal tampone). I deceduto (1587) pur essendo un tributo elevato a questo terribile virus, percentualmente sono un bilancio tra i meno severi nelle regioni italiane, considerando anche che l’Umbria è – sempre percentualmente – la regione con il maggior numero di popolazione anziana insieme alla Liguria.
Sono oggi 25.408 gli attualmente positivi con un calo della curva marcato, dopo giorni, dello 0,74.
A questo si deve aggiungere che, secondo i criteri del Ministero della sanità, l’Umbria è stata confermata zona bianca anche per la prossima settimana (lo sono 3 regioni in Italia) e che i numeri simili all’Umbria li hanno solo Molise e Basilicata, le quali hanno però un numero minore di abitanti ma anche situazioni più agevoli.
E ancora: l’Umbria è quarta in Italia per somministrazioni di booster e sta continuando da giorni a essere la regione che vaccina di più, con turni affollati anche di notte.
Fronte tamponi: 3.285.991 è il numero complessivo di quelli processati. Significa – anche se è difficile fare qui una classifica precisa – che l’Umbria è anche tra le regioni in assoluto che ha fatto più tamponi rispetto alla popolazione, anche volendo distinguere tra molecolari e antigenici.
Se la svolta c’è ed è in atto, come assicura l’Iss con i migliori virologi, l’Umbria ha trovato per prima la strada di uscita. Una bella reazione della sanità (merita di essere ricordato, tra tutti, l’impegno e la determinazione dimostrata sempre dal commissario straordinario Massimo D’Angelo) e un robusto intervento della macchina regionale di fronte a quest’ultima ondata. Sperando sempre che sia l’ultima.




