La cascata delle Marmore in uno scatto di @mena.bennington su Instagram
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Il progetto dell’ascensore delle Marmore avanza e diventa un’occasione unica per Terni e per il brand Umbria del futuro

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Tutti positivi i primi pareri del lungo iter previsto sulla fattibilità dell’opera che valorizza un sito così speciale nella proposta delle bellezze e attrattive turistiche della regione. L’impegno del sindaco Latini e i tempi tecnici

di Marco Brunacci

PERUGIA – La novità è che tutti i pareri istituzionali finora raccolti – secondo fondate indiscrezioni – sono concordi sulla fattibilità dell’opera. Ma l’iter è ancora lungo, in un sito sottoposto a tutti i vincoli che si conoscono. E il rischio è quello dei percorsi di guerra dove addestrano i marines: anche se si supera un muro all’apparenza inaccessibile, si può sempre sprofondare in qualcuna delle sabbie mobili della più cieca burocrazia.

E però il progetto del nuovo ascensore panoramico sulle Cascate delle Marmore ha già convinto quelli che hanno a cuore il futuro di Terni e tutto fa pensare che sia sufficiente un ultimo sforzo di determinazione e impegno.
Quando si è mosso il gruppo Marcangeli – storia, professionalità e un legame con la città come pochi – c’erano delle obiezioni che si sono sciolte in questi mesi come neve al sole.
A partire dalla questione finanziaria: c’è la disponibilità della Fondazione Carit per 6 milioni di euro, e l’assessorato al turismo della Regione Umbria è pronto a fare la sua parte sugli altri 5 milioni che servono per portare a termine il progetto. Col gruppo Marcangeli che continuerà a dare tutto il suo apporto.
Il progetto dell’ascensore ha il pregio di essere un riuso di strutture, ma ha anche quel tanto di visionario per dare un diverso futuro a un gioiello dell’Umbria come le Cascate delle Marmore, che non ha avuto la medesima fortuna di altri e che merita una diversa narrazione e una cornice più curata.
Ma l’ascensore panoramico può rappresentare anche un importante passaggio in una nuova strategia di comunicare il turismo in una regione che dell’economia del turismo ha un estremo bisogno.
Lavorare sui tanti siti di pregio della regione, metterli in rete, comunicarli come tappe di un prestigioso percorso, pietre preziose di una medesima collana, significa superare quel male antico dell’Umbria dei cento campanili, ognuno convinto di potersi far spazio da solo nell’Universo mondo. Un calcolo miope, che alla fine non ha avvantaggiato nessuno ma che ha per certo penalizzato l’Umbria nel suo complesso, oggi costretta a rincorrere regioni più lungimiranti (il successo del brand Tuscany da solo basta a spiegare). Si tratta di vendere un sogno, non una chiesa, un museo o un sentiero tra gli alberi. Questo è il modo – per dirla in più concreti termini economici – di attrarre turisti e trattenerli per il maggior tempo possibile, proponendo loro diverse alternative, in un fazzoletto di terra piccolo sì, ma così pieno di meraviglie.
Su questa nuova strada la Regione – con la presidente Tesei e con l’assessore al ramo Paola Agabiti Urbani – ha detto più volte che intende muoversi. E alle parole sono seguite iniziative e scelte coerenti. Il gap da recuperare però è ancora tanto.
L’ascensore panoramico delle Marmore è quindi un’occasione speciale. Ne è consapevole il sindaco di Terni Latini che però, visto tutto l’iter che va ancora percorso, dice – con un sorriso benaugurante – che è «sicuramente un impegno per il prossimo mandato». Se c’è la determinazione sorretta da una lucida visione, anche i tempi – come dire – non da Jakobs si sopportano, sempre che però non siano i tempi della Fontana dell’Oroscopo.

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