Ecco il trilatero dell’Umbria promotion tra aeroporto, Umbriafiere (che avrà un padiglione in più) e la nascente stazione di Collestrada. Ma bisogna convincere gli umbri

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Le potenzialità del nuovo triangolo di incoming, con il centro fieristico che diventa non solo regionale, cerca sponsor in tutta la regione. Intanto l’aeroporto decolla con 15 rotte, tutte ad ovest, ed è pronto a nuove nozze (di interesse)

di Marco Brunacci

PERUGIA – C’è un triangolo della promozione del prodotto Umbria che sta prendendo forma e sostanza.

Dopo qualche sbandata, qualche pensiero stupendo ma fuori luogo, eccovi serviti un triangolo formato da aeroporto di San Francesco, la nuova Umbriafiere (poi vi diciamo), la nascitura stazione di Collestrada.
Dell’aeroporto sapete già abbastanza: ma le prime rotte partite delle 15 decise per quest’anno (sempre che non succede qualche altro accidente mondiale) fanno del San Francesco un un aeroporto con i fiocchi, tra quelli di seconda fascia.
Pubblichiamo la cartina dei 15 voli perché la Regione e la Sase hanno azzeccato (magari con una dose di fortuna, ma si ricorderà che Napoleone non voleva i generali bravi ma sfortunati) la destinazione, successiva alla divisione delle aree con l’aeroporto di Ancona, sono tutte relativamente a occidente. Quindi non interessate dalla guerra in atto in Ucraina e zone limitrofe.
La novità è che la stazione di Collestrada presto sarà realtà. Ormai si tratta di iniziare il conto alla rovescia. La stazione è decisiva per l’aeroporto e per Umbriafiere. Ma molto di più per l’aeroporto. Sono infatti in corso i colloqui tra i vertici di Sase con gli investitori che dovrebbero entrare forse già entro quest’anno, al massimo i primi mesi del prossimo.
La platea interessata all’investimento che aggraverebbe la Regione Umbria mantenendo nel contempo un aeroporto forte e capitalizzato il giusto, è sempre composta dagli stessi soggetti: un aeroporto nazionale, uno internazionale, fondi di investimento e tour operator. Chi sia in vantaggio è presto per dire ma l’interesse che c’è è una bella cosa e va rimarcata.
E adesso eccoci al terzo asse del avveniristico trilatero: Umbriafiere, che sta per ingrandirsi: è decisa la costruzione di un altro padiglione. Per le fiere che possono essere organizzate è una piccola svolta e forse neanche tanto piccola.
Sta partendo Agriumbria in questi giorni e non sono in molti a sapere che questa qui è la seconda fiera agricola dell’intero Paese. Che diventi la prima non sarà facile. Al nord hanno altri argomenti e bacini completamente diversi. Ma che si possa rafforzarsi è certo.
Un polo fieristico regionale, forte e con una mission definita, è importante anche per convincere i finora renitenti investitori ternani che l’aeroporto e l’intero trilatero sono attrattivi anche per loro, viste le possibilità che si aprono. Ma a Terni avranno i loro buoni motivi, fatto sta che da questo orecchio continuano a sentirci poco.

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