Novantanove volte un volto

“Esercizi di stile di Queneau”: la prima traduzione illustrata è tutta made in Umbria

Ogni esercizio di stile acquisisce una propria fisionomia in base alle regole linguistiche che lo caratterizzano

PERUGIA – “Exercices de style” si trasforma in “Novantanove volte un volto” prima traduzione illustrata del libro di Raymond Queneau della graphic designer umbra, in uscita il prossimo 25 marzo per pièdimosca edizioni. L’autrice ha esordito nel 2019 con “Cicero. Guida illustrata alle figure retoriche” sempre per la casa editrice perugina.

Uscito nel 1947, il libro di Queneau è una raccolta di novantanove racconti: la storia è sempre la stessa, ma lo stile linguistico cambia continuamente. Dall’opera emerge il rapporto tra il linguaggio e la nostra personalità, svelandoci che il modo in cui parliamo comunica in parte anche ciò che siamo. In “Novantanove volte un volto” ogni esercizio di stile acquisisce una propria fisionomia in base alle regole linguistiche che lo caratterizzano: testa, occhi, naso, bocca e orecchie diventano le lettere di un nuovo alfabeto sperimentale, e dalla scomposizione e metamorfosi di questi elementi prendono vita novantanove volti illustrati, novantanove ritratti stilizzati e caricaturali. Per leggerli non è indispensabile conoscerne la regola linguistica sottostante, comunque riportata e spiegata brevemente nelle pagine gialle finali. Anzi, è forse proprio la lettura superficiale di quest’opera a regalarci gli stimoli più interessanti: ci si può specchiare in ogni pagina alla ricerca del volto che più ci somiglia, o andare a caccia del più bello, del più brutto, strano o divertenti. Le pagine si possono indossare come filtri, in un gioco mimico, parodistico, per vedere la nostra immagine deformarsi continuamente, in modo estremo ed esilarante o sorprendentemente realistico.

 Lucia Biancalana

«Che tu sia alle prove di teatro o di fronte allo specchio della tua stanza – spiega Lucia Biancalana – questo libro è uno strumento valido per praticare un po’ di empatia: bambini, ufficiali, alieni, filosofi, cantanti. La lista, si sa, potrebbe estendersi all’infinito, ben oltre le pagine di questo libro. E non si sa mai, a forza di immergersi nelle identità degli altri si può finire col ritrovare la propria».

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