di Luca Ceccotti
NARNI (Terni) – In Gazzetta Ufficiale, la normativa nel D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 parla chiaro: «Nelle aree di parcheggio devono essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili». Nella realtà di tutti i giorni, però, le misure sono differenti.
Succede in verità un po’ ovunque, e quelli che dovrebbero essere dei posti garantiti e comodi alle persone con disabilità, in verità sembrano perlopiù destinati solo a una porzione di queste minoranze, più nello specifico a chi non è costretto in carrozzina. Nonostante le specifiche indicazioni, infatti, le misure considerate standard sono altre e minori. Ai progettisti viene generalmente suggerita una profondità di 5 metri e una larghezza di 2,5 metri, parametri considerati “standard” con uno scarto in difetto di quasi un metro rispetto alla normativa vigente.

In contesto, è bene sottolineare come i comuni abbiano ampia discrezionalità al riguardo, con misure che possono variare dai 4 metri di lunghezza fino a 1,60 metri di larghezza, questo in base alle caratteristiche delle strade. Ciò non toglie comunque la necessità di creare accanto al posto auto in sé uno spazio libero per permettere la facile discesa del conducente con disabilità.
Prendendo atto della normativa e delle varie discrezioni al riguardo, riportiamo la segnalazione di Leonardo Sguigna, cittadino narnese costretto appunto in carrozzina a vivere giorno dopo giorno il disagio causato da un rispetto parziale se non inesistente della normativa in questione. Scrive in una nota: «Siamo stufi di sentire sempre giustificazioni infelici. Invito chiunque a mettersi un giorno in carrozzina come me, come noi – parlo per chi vive il problema disabilità – e provare per una giornata intera a scendere in piazza senza vergogna e girare per la città, scendere dalla propria auto nei parcheggi riservati come guidatore o non e capire che le parole stanno ormai a 0».

Si riferisce ai tre parcheggi posti affianco al Comune di Narni e a un quarto, più nascosto, posizionato nell’angolo più in alto della svolta dove prima c’era la sede di Banca Intesa. Escluso uno solo di questi, nessuno dei restanti presenta traccia effettiva del rispetto normativo, interamente lasciati alla discrezione del comune. Sempre Sguigna fa anche notare la problematica di un parcheggio aggiuntivo per le ricariche elettriche accanto agli altri. Come suggerito dal sindaco Francesco De Rebotti, tale posto è in effetti destinato anche alle persone affette da disabilità dotate di autovetture più green, ma il problema resta sempre lo stesso: lo spazio per chi è costretto in carrozzina è poco.
Una questione a cuore della comunità disabili narnese che andrebbe forse ascoltata di più.


