di Marco Brunacci
PERUGIA – Ci siamo. Dopo rinvii su rinvii, si è arrivati alla stretta finale e il mai così tanto tormentato parto potrebbe essere all’uscio. Sempre che non ci siano altre sorprese.
Il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, ha convocato in seduta (telematica) straordinaria, per le 11,30 del 20 aprile, il Consiglio di amministrazione dell’Università per prendere in esame “il protocollo generale di intesa con la Regione Umbria”, la famosa, e finora in alto mare, Convenzione sanitaria.
Ai lettori di Umbria 7 non sfugge quanto sia delicato questo passaggio: la Convenzione è necessaria per una gestione ordinata e di prospettiva delle due Aziende ospedale di Perugia e Terni, e getta una luce positiva su tutta la programmazione della sanità regionale. Si può finalmente far partire un piano di sviluppo che può portare professionisti di livello negli ospedali umbri, anche se vengono pagati meno che altrove. E questo solo per dirne una.
Cosa sia successo in questi lunghissimi mesi e sul perché tanti rinvii e tanti ritardi su ritardi non è facile dire. Una cosa solo appare chiara: non c’è stata quella santa empatia tra l’assessore regionale alla sanità Coletto e il rettore dell’Ateneo Oliviero.
E’ anche ragionevole immaginare che ci sia stata una paziente mediazione da parte della presidente Tesei, insieme al desiderio da parte del rettore di non spezzare la canna rotta e non spegnere il lucignolo fumante, anche quando i margini di intesa si riducevano a poco o niente.
Oliviero, si sa, è sacerdote di una chiesa che nel suo credo ha due dogmi e ha dimostrato che non intende metterli in discussione. Dogma numero 1: l’autonomia dell’Università è sacra e inviolabile. Dogma 2: l’Università ha la responsabilità di lavorare per il proprio territorio, ogni volta che può, cercando di superare gli ostacoli.
Dal punto di vista della cronaca strettamente politica non è irrealistico pensare che la svolta sulla Convenzione sia il primo movimento del cambio di passo che Tesei ha messo in moto dopo la riunione, schietta e franca, con i segretari di partito della sua maggioranza.
La nuova Tesei ha chiaro in mente che le sfide nuove si affrontano con progetti ben definiti, che muovano da basi solide. Magari anche camminando sulle gambe di persone diverse, ma questo si vedrà di qui a breve nella partita dei direttori generali della sanità.
L’impegno tra presidente e segretari era di dare luce verde alla Convenzione e di adottare il prima possibile il Piano sociosanitario. Forse ci siamo.
Non è tra le possibilità che l’Università, a questo punto, avanzi ulteriori obiezioni. Anche se, a priori, non si può escludere nulla. Se il 20 – ore 11,30, modalità telematica – il cda dell’Ateneo, col prorettore e il direttore generale, dicono di sì ecco un passo in avanti nella direzione giusta. Magari anche l’opposizione in Regione potrà avere un atteggiamento diverso.
Pronti per la Tesei-fase due? Ancora un po’ di pazienza e si vedrà.


