in

Cura e Home: quattro anni di rigenerazione culturale in Umbria

Risultato della grande creatività artistica che ha contaminato i territori nel triennio 2018-2020/21

PERUGIA – Tempo di bilancio per il Centro umbro di residenze artistiche e per Home, progetti riconosciuti da Mic e Regione Umbria che dal 2018 a oggi hanno coinvolto 176 compagnie, 703 artisti ospitati in residenza, 10 curatori, 20 tutor nazionali e internazionali, 6 rassegne e festival per Cura; 100 artisti e compagnie ospitate, 19 spettacoli, performances e restituzioni, 21 incontri e talk, 18 laboratori e progetti di comunità, 14 spazi, 1100 spettatori, 811 presenze agli incontri e 523 partecipanti ai laboratori per Home.

A parlarne in conferenza stampa al salone d’Onore di palazzo Donini giovedì 21 aprile i rappresentanti dei due proponimenti che hanno presentato i risultati raggiunti e le attività svolte. In questo triennio, diventato un quadriennio a causa della pandemia covid, le residenze artistiche hanno svolto un capillare lavoro di rigenerazione culturale, mettendo in atto diverse funzioni che agiscono principalmente sui processi di creazione degli artisti e di relazione con i territori.

residenze artistiche_conferenza

Dal 2018 Cura composto da Indisciplinarte srl di Terni, Gestioni cinematografiche e teatrali/ZUT! di Foligno, La Mama Umbria International di Spoleto, Centro teatrale umbro di Gubbio e Micro teatro terra Marique di Perugia), insieme a Home realizzato da Dance Gallery di Perugia hanno realizzato residenze multidisciplinari e di danza ospitando artisti nazionali ed internazionali nei diversi spazi attrezzati a disposizione, per sviluppare idee e progetti innovativi e originali. Hanno promosso percorsi di incubazione e di accompagnamento drammaturgico e coreografico di nuove idee e creazioni, con particolare interesse per progetti che promuovono una ibridazione dei linguaggi e intersezioni con le nuove tecnologie. Organizzato workshop intensivi per professionisti del teatro, della danza e delle arti performative. Hanno inoltre promosso lo sviluppo di azioni di scouting, dedicate ad artisti giovani e progetti emergenti, e processi creativi nello spazio pubblico e site specific, accompagnati da pratiche di mediazione con il pubblico grazie alla creazione di spazi di incontro e approfondimento legati ai linguaggi contemporanei delle arti performative.

residenze artistiche

«Oggi le residenze artistiche rappresentano un segmento molto attivo e propositivo che caratterizza l’innovazione e la qualità dei progetti artistici e organizzativi» ha affermato Rita Passerini (Interventi per la promozione e lo sviluppo dello spettacolo e delle imprese culturali e creative Regione Umbria). Portando i saluti dell’assessore Cultura e Turismo Regione Umbria, Paola Agabiti, ha poi aggiunto: «Quello che si è realizzato è un bell’esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche, per la verità non molto usuale».
Emiliano Pergolari e Adriana Garbagnati a nome di Cura hanno parlato di: «un’esperienza unica a livello regionale e modello nazionale di cooperazione che ha raggiunto un livello artistico e di ricerca alto. Importante anche l’interazione degli artisti ospitati con i territori e con il pubblico, oltre ai momenti innovativi grazie alle tecnologie digitali».

residenze artistiche

Valentina Romito per Home ha aggiunto: «Raccontare quattro anni non è semplice. Quello che resta è la bellezza. Una bellezza in chi poi riparte (artisti) e in chi resta nei territori coinvolti». Altro aspetto fondamentale evidenziato è quello della produzione: «I coreografi e le coreografe non hanno molte occasioni di produzione e quelli delle residenze sono dunque momenti importanti».
Si è infine sottolineata, durante il report, la necessità di una cooperazione virtuosa tra enti dello spettacolo ed enti pubblici. Un ringraziamento è stato quindi rivolto alla Regione Umbria e ai Comuni coinvolti di Perugia, Gubbio, Spoleto, Foligno, Terni.

SpelloBrick 2022

Mattoncini Lego a colorare la città di Spello

Madonna spettacolo di e con Caterina Fiocchetti

La voce di Rina Gatti nella “Madonna” di Caterina Fiocchetti