di Marco Brunacci
PERUGIA – Direttori generali della sanità, ultimo atto. Stavolta si fa sul serio. Fratelli d’Italia non sente storie e incalza, Forza Italia (con Nevi e spingendo molto su Terni) anche, la Lega non vuol farsi prendere nel mezzo e può essere la sorpresa. La presidente della giunta regionale Tesei è in piena fase Amleto (“essere o non essere, cambiare o non cambiare”) ma lei sta facendo di tutto per far sapere che bisogna riflettere, analizzare, soppesare. Piedi di piombo. Anche più.
Fatto sta che giovedì pomeriggio c’è l’incontro di maggioranza e non sarà un momento facile se la Giunta non ci arriva con le idee chiare. FdI non vede l’ora di poter rompere sulla sanità. Sarebbe una mossa ad altissima valenza politica, con ricadute in consensi che levati e scansati.
La Lega non intende ovviamente fare di nuovo il donatore di sangue e perdere altri voti sulla sua destra. Riflette e chiede saggezza, ma poi forse si impunta pure.
Forza Italia sta alla finestra, ma stavolta si sporge. Non tanto con Romizi, quanto con Nevi.
Ci sono 24 ore per capire cosa succede. Le valutazioni sono in corso. Le grida manzoniane arrivate dal consiglio comunale di Terni a poco servono. È necessario piuttosto fare lo spelling della dichiarazione dell’assessore alla sanità Coletto ai microfoni di Pasquale Punzi: «È in corso una valutazione molto tranquilla (per fortuna che non è agitata, se no chissà cosa succedeva, ndr), che si deciderà per il meglio con la presidente e con tutti quanti i segretari della politica regionale, in modo da svoltare in maniera decisiva portare a casa il Piano sociosanitario e dare un nuovo vestito fatto su misure con le nuove necessità per la sanità umbra».
Il nodo dell’interpretazione autentica del Coletto pensiero sta tutto in quello «svoltare» che potrebbe voler dire che si cambiano, come ipotizzava Umbria7 qualche giorno fa, almeno 2-3 caselle.
A meno di questo, le turbolenze per Tesei e la Giunta saranno elevate e non c’è motivo per immaginare – almeno razionalmente- che si vada incontro a tante tensioni. Tra i segretari, nella fatidica riunione di giovedì, c’è anche chi arriverà preparato con pareri legali di altissimo livello per evitare che ci si arrenda di fronte all’obiezione che i direttori hanno più o meno tutti contratti che durano ancora.
È comunque possibile – dicono unanimi i pareri – procedere a rescissioni.
Curiosa la vicenda dell’ospedale di Perugia. L’attuale direttore generale facente funzioni, De Filippis, avrebbe al momento grandi chance di rimanere in questo nuovo ruolo, nonostante arrivino segnali di preoccupazione e allarme da diversi settori del più importante centro ospedaliero umbro. Anche il rettore Oliviero (che per legge deve dare un parere vincolante) non avrebbe grandi obiezioni su De Filippis se Tesei lo proponesse. Tra i segretari regionali – che Coletto menziona tra coloro che devono comunque fornire un loro parere, altro passaggio cruciale della dichiarazione dell’assessore alla sanità – non ci sarebbe entusiasmo per la scelta, ma si escludono alzate di scudi.
De Filippis viene infatti ritenuto da tutti un direttore sanitario qualificato. Che poi sappia essere anche un direttore generale all’altezza è da dimostrare. L’impressione al momento? La scelta sembra praticamente fatta.
Un borsino invece dei direttori più a rischio? Braganti (Regione) più ancora di Chiarelli (Terni ospedale). Poi, più staccato, il direttore dell’Asl1. Il più tranquillo in questa ipotetica classifica: il direttore dell’Asl2.
Posizioni all’interno della Giunta? Tesei più conservatrice, Coletto più aperto ai cambiamenti.
Certo è però che per tutti vale il monito di un maggiorente dello schieramento di centrodestra: «Se sbagliamo e non cambiamo quel che c’è da cambiare sulla sanità abbiamo vinto le elezioni e sulla sanità le perdiamo».


