di Marco Brunacci
PERUGIA – Venti di burrasca nella sanità. Non solo per la vicenda dei direttori generali da confermare che tiene in ansia partiti di maggioranza e giunta regionale, ma anche per un tam tam che si è diffuso nel pomeriggio.
Ci sarebbe (mai non usare il condizionale quando non si hanno i documenti a disposizione) una nota del Mef, dai toni severi perfino inusuali, che annuncia alla direzione della sanità della Regione Umbria per giovedì 7 aprile (domani) una diffida per la Regione medesima. Ipotizzando anche in una riga che si possa arrivare a chiedere l’aumento delle tasse ai cittadini umbri per saldare i “pesanti sbilanci delle aziende” della sanità – così raccontano i rumors che riferiamo quando si fanno più dettagliati.
A cosa si riferisce il Mef (dando per certo il documento)? Tutto fa pensare che sia la gestione delle spese Covid nel mirino. Si era già parlato nei mesi scorsi di problemi per farsi rimborsare alcune spese effettuate ma che erano state criticate in passato.
Fatto sta che una cosa di questo genere (sono 60 i milioni complessivi in ballo) è destinata a tenere banco nelle discussioni prossime venture.
Si ricorderanno gli accesi confronti con le opposizioni sui bilanci della sanità del passato. Le opposizioni saranno pronte a vendicarsi.
La spiegazione che si percepisce da fonti della maggioranza però punta a chiarire alcuni aspetti ritenuti chiave della vicenda: intanto si sottolinea che la diffida che potrebbe arrivare all’Umbria è la stessa che arriverà alle altre Regioni ed è all’interno di una interlocuzione tra la giunta stessa e il Governo (e viene citata l’Emilia Romagna come esempio di squilibri che si cerca di sanare attraverso un confronto tra tecnici e pensando anche a qualche soluzione di carattere più politico).
Anche il riferimento del documento alla maggiorazione delle tasse ai cittadini sarebbe all’interno dello stesso confronto, come strumento ultimo.
Se questo è il senso – dicono le fonti di maggioranza – ci saranno discussioni a livello politico e a livello tecnico che potrebbero portare a soluzioni diverse. Da capire se per esempio si potrà trovare nel borsellino del bilancio regionale qualche milione da sterzare sulla sanità (non certo 60, come ovvio), comunque per evitare aumenti di tassazione a carico dei cittadini.
Così il Mef, così le fonti di maggioranza, in attesa di sapere anche la posizione che prenderà l’opposizione.
Ma un segnale che il momento non è quello da luna di miele, è quello delle dimissioni di Reboani, il super direttore generale al personale, da poco arrivato, che lascia “per motivi personali”. Qualunque siano i motivi, torna ad aprirsi un grosso buco nella gestione della macchina regionale, con possibili ulteriori squilibri.


