Leolandia: un progetto che rimane nel cassetto

I due anni legati alla pandemia hanno frenato l’iter del parco divertimenti

di Francesco Petrelli

TERNI- Leolandia Umbria è un progetto ancora aperto e sul tavolo degli imprenditori coinvolti. Ma, dal tavolo, è passato per ora nel cassetto in attesa che il primo parco dei divertimenti, quello di Bergamo, che ha scelto proprio l’area di San Liberato e Narni, in provincia di Terni, per replicare il modello di business nel centro Italia, torni a livelli di fatturato accettabile dopo la dura crisi passata in questi ultimi due anni per colpa della pandemia da Covid-19.

Si avvicina la pasqua del 2022 e Giuseppe Ira, presidentdi Leolandia  suona la carica per ospitare bambini e famiglie in un momento magico dell’anno, specie per il target in questione in cui Leolandia è leader. Il parco a Bergamo è ripartito, nonostante i disagi della guerra in Ucraina. Più costi per le materie prime, eludendo ovviamente tutte le aspettative. Solamente mettendo in sicurezza il parco di Bergamo, con normative e con prospettive a lunga scadenza, che il futuro di Leolandia potrà iniziare a prendere forma. «Le presenze non mancano, il problema è l’indotto, gli acquisti e quello che si consuma nel parco in questo momento non possono rispondere alle attese del gruppo. In attesa che lo scenario internazionale cambi, investire in un periodo di guerra è sicuramente difficile. Servono comunque incentivi, per un 2022 normale, se di normalità come ce la ricordiamo possiamo ancora parlare».

Intanto l’Associazione parchi permanenti italiani, aderente a Confindustria, ha un nuovo presidente per il triennio 2022/24: è Luciano Pareschiche raccoglie il testimone da Giuseppe Irapatron di Leolandia che ha guidato l’Associazione durante il complesso periodo della pandemia. Pareschi, fondatore e tuttora proprietario di Caribe Bay, noto parco a tema acquatico di Jesolo, e consigliere del consorzio di imprese turistiche JesoloVenice, è stato eletto all’unanimità dall’assemblea dei soci, con un duplice obiettivo: supportare nell’immediato le imprese del comparto nel difficile ritorno alla normalità e sensibilizzare le istituzioni e le lobby a livello nazionale sulla funzione sociale ed economica dei parchi permanenti, che hanno anche un ruolo strategico per il turismo e per l’occupazione nei territori di riferimento. «Sono stato tra i primi promotori dell’Associazione – ha dichiarato Luciano Pareschi  e per me è motivo di grande orgoglio esserne oggi presidente. Credo molto nella collegialità delle scelte, nell’unità di intenti e intendo proseguire l’egregio lavoro svolto fino ad oggi dal mio predecessore e amico Giuseppe Ira. Il mio intento è ottenere una maggiore attenzione sulle specificità della categoria, anche attraverso la promozione di una vera e propria cultura dei parchi permanenti, ancora latente in Italia, a differenza di quanto accade all’estero. Il comparto, che in media nel biennio pandemico ha subito perdite del 65% rispetto al 2019, è oggi alle prese con nuove sfide. L’aumento dei costi delle materie prime, le difficoltà nel reperimento della manodopera stagionale e le incognite legate all’evoluzione dell’emergenza sanitaria e del contesto geopolitico».

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