TERNI – La “bomba” l’ha fatta scoppiare direttamente Stefano Bandecchi, in qualità non di sindaco di Terni ma di presidente della Provincia di Terni.
Dall’8 marzo del 2019 – dice Bandecchi – una stretta collaboratrice dell’onorevole Raffaele Nevi è a spese di società di Bandecchi. Fino al primo agosto del 2024, a pagare sarebbe stata “Scienze umane”. Da quel giorno in poi Unicusano.
Bandecchi sostiene che il costo per l’azienda è di 5.500 euro mese “quindi ad oggi più di 460.000 euro”.
A questo devono aggiungersi finanziamenti alle campagne elettorali, che sono ovviamente più che legittimi.
Come si vede, materiale esplosivo che Bandecchi non esita a maneggiare.
Perché è esploso il caso della collaboratrice di Nevi?
Semplice: Forza Italia ternana ha insistito in questi mesi perché il partito regionale e poi quello nazionale prendessero provvedimenti contro Cico Ferranti, reo di collaborare con Bandecchi.
Contro Ferranti, attuale vicepresidente della Provincia di Terni e unico consigliere comunale eletto nel partito che fu di Berlusconi, è scattata una prima sospensione di 24 mesi, ridotta a 15 mesi dal collegio dei probiviri nazionali.
Che succederà a questo punto all’onorevole Nevi, che è anche portavoce nazionale del partito?
Ferranti per ora annuncia solo un ricorso al civile rispetto alla sospensione da 15 mesi e non vuol parlare di altro.
Va da sé peró che l’annuncio di Bandecchi dovrebbe creare clamorosi imbarazzi a livello nazionale al deputato che è portavoce nazionale del partito e che, almeno secondo l’Ansa, è già tra gli obiettivi del rinnovamento del partito.
E il tema è: si può accusare un componente di Forza Italia di “intelligenza” con Bandecchi mentre Bandecchi – se la sua parola ovviamente fosse confermata così come pronunciata – paga lo stipendio a una componente dello staff di Nevi?
Si attende un chiarimento da parte di Nevi, ma non sfugge a nessuno che questo potrebbe essere un vero terremoto per Forza Italia ternana.


