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«Ospedale potenziato con strumenti avanzati, ma gli esami di base sono chiusi in tutta la Usl Umbria 1»

Il caso di Pantalla e il gruppo Pd

PERUGIA – «Scelte incomprensibili e schizofreniche, che rischiano di distruggere la sanità, già messa alla prova dal tipo di gestione avuta, dopo due anni di pandemia».

Così i consiglieri regionali del gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, in merito alla notizia «del potenziamento dell’ospedale di Pantalla come centro di diagnostica vascolare avanzato». «L’ospedale di Pantalla, dopo due anni di pandemia, merita il potenziamento e l’implementazione delle strumentazioni esistenti. La strada imboccata però è quella sbagliata. Continuano le segnalazioni relative a visite cardiologiche ed esami come l’elettrocardiogramma – dicono i consiglieri dem – impossibili in tutta la Usl Umbria 1, tantomeno a Pantalla. Stesso discorso vale per le Risonanze magnetiche encefalo o colonna. In tutto ciò la sanità umbra, per Pantalla, sceglie di puntare su Rmn cardiache in un centro dove il cittadino non trova posto neanche per fare visite cardiologiche o di base. Il tutto considerando il fatto che la risonanza magnetica cardiaca è un esame di secondo, o anche terzo livello, che viene eseguito come completamento di visita cardiologica ed ecocardiogramma, in casi di sospetto di patologie importanti».

«Risulta dunque quantomai insolito – spiegano i consiglieri del Pd – spendere denaro pubblico per la Diagnostica vascolare di Pantalla, con l’acquisto anche di Tac cardiaca. I cittadini dunque non troveranno posto per visite cardiologiche, ma potranno fare una risonanza magnetica cardiaca con un macchinario pari a quello di Perugia, di Terni o di Foligno. Risulta anche che la risonanza magnetica di Perugia sia stata ferma per la mancanza di un pezzo rotto, con conseguente interruzione di servizio. Dunque, da un lato l’azienda ospedaliera di Perugia si è fermata per la mancanza di un pezzo di un macchinario fondamentale, si trovano soldi per potenziare nello stesso campo Pantalla. Per completare il quadro di situazioni gravi e paradossali, risulta addirittura che pazienti ricoverati in cardiologia all’ospedale perugino siano stati trasferiti a Pantalla per effettuare una Risonanza cardiaca e poi riportati a Perugia con dispendio di denaro pubblico per ambulanza e personale dedicato al trasporto». «L’Umbria va verso la presenza dunque di una quarta risonanza magnetica cardiaca, ma per fare una RMN della colonna o dell’encefalo – proseguono i consiglieri – ma i pazienti devono rivolgersi a centri privati perché, a tutt’oggi le prenotazioni presso la Usl Umbria 1 sono chiuse. Si tratta di scelte e decisioni gravissime, che provocheranno gravissime conseguenze sulla sanità umbra, sempre più oggetto di azioni incomprensibili, se non lette in una chiave di desiderio di smobilitazione e privatizzazione generale. Per questo – concludono– vogliamo conoscere le motivazioni di queste azioni, ma soprattutto i numeri che hanno portato a queste decisioni che, a quanto ci risulta, non sono affatto sostenute da dati oggettivi».

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