Violenza a Misano Adriatico, l’allenatore dell’Accademia calcio Terni: «Non mi farete mai passare la voglia, nemmeno pestandomi»

La rissa accesa durante un torneo giovanile di Pasqua. La società ternana: «Ci dissociamo da ogni forma di violenza». Il mister ha riportato lesioni a un rene

MISANO ADRIATICO (Rimini) – Violenza e follia a un torneo giovanile organizzato a Misano Adriatico. Durante la partita tra l’Accademia calcio Terni e la Gdc Ponte di Nona (Roma), al termine di un diverbio in campo il padre di un ragazzo romano, dopo aver scavalcato la recinzione, ha assalito con ferocia Francesco Latini, 32enne allenatore dell’Accademia calcio Terni.

Dopo la furia del genitore, Latini è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Cesena con un ematoma al rene sinistro, con prognosi di trenta giorni. Qualche ora più tardi, ecco arrivare sul profilo social un post dove Latini rassicura in parte la paura dopo l’accaduto: «Sto bene. Fortunatamente sto bene ma ho rischiato di farmi seriamente male. I miei ragazzi mi danno la forza di credere che per il futuro di questo mondo malato e marcio ci sia comunque un barlume di speranza, nonostante tutta l’immondizia umana che lo popola. Non mi toglierete mai la speranza, non mi farete mai passare la voglia di portare in campo ciò in cui fermamente credo. Nemmeno pestandomi. Già mi mancate, torno presto raghi».

Replica immediata anche da parte dell’Accademia calcio Terni, che condanna l’accaduto senza mezzi termini: «Oggi più che mai ci dissociamo da ogni forma di violenza sia essa verbale o ancor peggio fisica. Il calcio deve essere solo un divertimento. Tutta la società e lo staff sono vicini al nostro istruttore Francesco. Ti aspettiamo presto in campo e ti aspettano i tuoi ragazzi».

Solidarietà e vicinanza espressa anche da Fabio Moscatelli, delegato provinciale del Coni di Terni: «Non avrei mai voluto commentare o scrivere di un atto vigliacco e senza senso che offende lo Sport in ciò che è, in ciò che trasmette, nei suoi valori e nell’importanza che ha nella nostra vita. In qualità di delegato provinciale Coni di Terni, anche a nome del Coni Umbria, ma soprattutto come tecnico e allenatore esprimo la mia solidarietà e quella di tutti gli sportivi ternani, a Francesco Latini, Daniele Scatolini e all’ Accademia Calcio Terni, ma più di ogni altra cosa ai giovanissimi atleti che loro malgrado hanno dovuto assistere a questa terribile e deprecabile scena e ai loro genitori, per quanto accaduto, augurando a Francesco una pronta guarigione, sia fisica che morale. Quello che è successo viola tutte le regole scritte e non dello sport, ferisce chi lo pratica, chi lo insegna, chi lo ritiene indispensabile per la crescita, la sana crescita dei propri figli e noi tutti, lo dico senza retorica alcuna, dovremmo riflettere su cosa vuol dire vivere lo sport in modo sano, prenderlo per ciò che veramente è, palestra di valori e di vita, isolare e condannare la violenza e trasmettere ed insegnare ai nostri figli, ai nostri allievi il senso della sana competizione, dell’amicizia Tutto ciò che è successo, nelle feste pasquali dove più alto è il sentimento di fratellanza e in un momento dove la pace è obiettivo voluto da tutti, deve si lasciarci dentro sgomento e delusione ma darci forza e volontà morale per fare in modo che non accada mai più. Caro Francesco giunga a te, alla tua società e ai tuoi ragazzi questo mio saluto e l’augurio di tornare presto in campo a fare ciò che ami, con chi ami».

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