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A confine tra Umbria e Toscana per riscoprire Cristofano Gherardi detto il “Bocino”

La vicenda umana e artistica del pittore cinquecentesco tra i luoghi che hanno maggiormente segnato la sua avventura

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Sansepolcro, Città di Castello e San Giustino sono le tre città al confine tra Umbria e Toscana che dal 5 al 7 maggio ospiteranno “Sempre la cappa a rovescio”, convegno internazionale di studi dedicato a Cristofano Gherardi detto il “Bocino”, promosso e organizzato dal Ministero della cultura – Direzione regionale musei Umbria, Castello Bufalini, con il contributo del Comune di Città di Castello, del Comune di San Giustino e del Comune di Sansepolcro, con il patrocinio di Regione Toscana e di Regione Umbria.

Scopo della tre giorni è ridare risalto alla vicenda umana e artistica del pittore cinquecentesco che forse non ebbe la considerazione che meritava di ottenere e si sviluppa nelle tre città che hanno maggiormente segnato la sua avventura: dalla natìa Sansepolcro, che ne ospitò la prima formazione accanto a Raffaellino del Colle, Città di Castello, dove si manifestò con compiutezza il suo talento di decoratore nel Palazzo Vitelli alla Cannoniera, e infine San Giustino, il porto sicuro nel quale il “Bocino” era di casa.
Il comitato scientifico, composto da Sara Borsi, Alessandro Delpriori, Francesca Mavilla, Emilie Passignat, Veruska Picchiarelli, Daniele Simonelli, ha chiamato illustri accademici ed esperti curatori museali, ma anche giovani studiosi, a disquisire di questioni “gherardiane” e dei temi connessi, dall’eredità di Raffaello all’articolazione della bottega del Vasari, dal contesto storico-artistico altotiberino della prima metà del Cinquecento all’esegesi delle fonti.
Allo stato attuale delle ricerche sembra che il punto cardinale per la ricostruzione della fisionomia stilistica del pittore sia rappresentato dai cicli che ornano ben sette ambienti del Castello Bufalini di San Giustino. L’impresa di una vita, compiuta praticamente da solo in un arco di tempo piuttosto esteso, che si può circoscrivere tra la fine degli anni trenta e i primi anni cinquanta del Cinquecento.
L’occasione di riconsiderare gli affreschi di Castello Bufalini è data non da ultimo da un’ambiziosa campagna già avviata, che porterà al restauro di tutti i cicli affrescati da Gherardi nelle sale dell’edificio e alla loro successiva musealizzazione e apertura al pubblico.
Il convegno studi analizzerà i passaggi fondamentali della carriera di Cristofano Gherardi, come la formazione a Sansepolcro, l’incontro con Vasari e la partecipazione alle prime grandi imprese affidate all’aretino a Firenze e Bologna, il confronto dialettico e mai passivo con la produzione di Raffaello e dei suoi eredi artistici, i lavori per i Vitelli a Città di Castello, il coinvolgimento nei cantieri vasariani a Venezia, Roma, Perugia e infine Firenze. Senza trascurare ovviamente le vicissitudini prettamente storiche e biografiche, che nel caso di Cristofano – a iniziare dalle accuse di implicazione nell’uccisione di Alessandro de’ Medici e dal conseguente bando da Firenze – segnano in modo decisivo anche il suo percorso professionale, oltre a restituirci l’immagine di un uomo pieno di sfaccettature. Un personaggio “originale”, che girava con le scarpe spaiate e la cappa a rovescio.
Si inizia giovedì 5 maggio alle 14.30 al Museo civico di Sansepolcro per proseguire venerdì 6 maggio alle 9.30 al Museo diocesano di Città di Castello e chiudere il 7 maggio alle 9.30 al Castello Bufalini a San Giustino.

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