Da Portofino alla Cascata per un tour di lusso in Ferrari. Ma nessuno sapeva dell’evento (privato)

Le Rosse passano da Terni ma sfrecciano via, col dispiacere di ristoratori e albergatori. Per fortuna oggi arrivano gli influencer

TERNI – Se per i giovani e ricchi aristocratici di Svizzera, Francia e Inghilterra, era quasi un dovere partecipare al Grand Tour (tra Sei e Settecento) per perfezionare il loro sapere sulla cultura italiana concedendosi comunque almeno una tappa alla Cascata delle Marmore, per i ricchi turisti europei che ieri sono stati intercettati nel piazzale da cui si accede ai sentieri, è stata una bella sorpresa.

Così come lo è stata per amministratori e ristoratori locali. Perché quel passaggio in Umbria di sessanta Ferrari appena immatricolate, insieme a fiammanti Lamborghini e più sobrie Aston Martin, era stato organizzato senza “clamore”. Ma ormai funziona così per i turisti d’elite: scelgono un tour operator che soddisfi le loro esigenze di viaggio senza preoccuparsi di conoscere le mete. Tanto alla guida di una sportiva ci si sta volentieri e se si ha voglia di cambiarsi d’abito il caravan di servizio accosta, si ferma, e tira fuori dal bagagliaio uno dei tanti bauli che trasporta.
Così nella mattinata di ieri nel belvedere della Cascata c’erano le auto sportive più belle del mondo e nessuno lo sapeva. Peccato. Perché solo chi ha inseguito il rombo dei motori o chi si è trovato a passare di lì per andare a lavorare, ha goduto di tanto spettacolo. «Altro che salone di Ginevra» – ha commentato un ragazzo dal suo scooter.
Neanche i camerieri incaricati di servire il pranzo ai vip, di fronte all’ultimo salto, hanno potuto toccarle. Il tour operator svizzero aveva previsto ogni cosa: tutelando la privacy dei suoi clienti e organizzando quell’insolito “Déjeuner sur l’herbe”.
Aver fatto promozione turistica oltre i confini sta facendo arrivare alla Cascata delle Marmore i primi gruppi di stranieri che non sono stati toccati dalla crisi.

Questa mattina, invece, sarà la volta di due influencer provenienti dall’Olanda e due dalla Spagna. Ristoratori e albergatori chiedono di essere messi al corrente dell’arrivo di gruppi tanto importanti in termini di numeri e di personalità che possono portare clienti anche a loro. Intanto qualcosa sta cambiando, ma la segnaletica no, quella ancora non tiene conto di Terni.

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