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Dai muratori alle estetiste, l’esercito di abusivi minaccia le imprese

LE INTERVISTE DI U7 | Franceschini (Confartigianato Terni): «Vittime di una concorrenza sleale. Occhio ai furbi»

TERNI – Terni capitale dell’abusivismo? «Sebbene non sia la città d’Itala con il maggior numero di lavoratori irregolari, non è neanche la più virtuosa. Diciamo che Terni si colloca nel mezzo». Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Umbria, denuncia un fenomeno in costante crescita. Che non accenna ad arretrare e che nuoce alle micro-imprese, «vittime di una concorrenza sleale».

«Parrucchieri, estetiste, traslocatori, idraulici e muratori, devono fare i conti ogni giorno con un esercito di irregolari, che propongono prezzi bassi fornendo servizi di qualità inferiore, e che non pagano le tasse». Il quadro tracciato da Franceschini è chiaro e preoccupante, perciò chiede «tolleranza zero» per «un fenomeno che sottrae lavoro ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori».
Franceschini ricorda il recente fatto di cronaca di Maranello: «Difficilmente potremo dimenticare la tragica morte di una mamma di 35 anni a seguito delle infiltrazioni di silicone al seno da parte di una finta estetista». «Sono anni che ci battiamo per contrastare il fenomeno dell’abusivismo – aggiunge Franceschini – e siamo arrivati a credere che per sconfiggerlo occorra prima di tutto far capire alle persone che chi si rivolge ad un “irregolare” potrà pure spendere molto meno, ma sicuramente rischierà molto di più». Non a caso Confartigianato lancia la campagna nazionale di informazione dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”.

Mauro Franceschini

Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati con la speranza di risparmiare, valorizzare la qualità, il rispetto delle norme e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le istituzioni ad un’azione di contrasto capillare all’evasione fiscale e contributiva.
«L’attuale congiuntura economica – analizza Franceschini – con l’inflazione alle stelle e il minore potere d’acquisto delle famiglie, sta amplificando il fenomeno. Sono quasi 710mila le aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di un milione di operatori abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che in realtà sono sprovvisti delle competenze adeguate e non rispettano le regole». Secondo uno studio di Confartigianato, è irregolare il 13% dei soggetti che svolgono attività indipendente in Umbria. Allargando il campo d’azione Confartigianato quantifica in 3,2 milioni i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi in Italia nei diversi settori produttivi: veri e propri “fantasmi”, che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che vale 202,9 miliardi di euro e rappresenta l’11,3% del Pil e il 12,6% del valore aggiunto, in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato. Per numero di occupati si tratta del terzo settore più numeroso dell’economia italiana, preceduto dai servizi, che contano 16,3 milioni di addetti, e dal manifatturiero che ne ha 4 milioni.

«Sicuramente chi percepisce il reddito di cittadinanza preferirà di gran lunga raddoppiare le entrate svolgendo lavoro in nero. Credo però che se il consumatore si rifiutasse di avvalersi degli abusivi, l’esercito degli irregolari scomparirebbe in men che non si dica».

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