di Marco Brunacci
PERUGIA – Che le Comunità montane fossero un problema grande così lo si sa da almeno due decenni, da quando a tutti, non solo ai liberisti incalliti, è stato chiaro che il pubblico non poteva essere una sorta di grande mucca da mungere (visto che parliamo di agricoltura e zootecnia).
Lo squilibrio economico era ormai strutturale e si perdeva nella notte dei tempi delle prime esperienze di governo delle autonomie locali.
Se è difficile rintracciare le origini della questione, è perfino superfluo elencare i tentativi della politica e dell’amministrazione di trovare la soluzione.
In questi ultimi 25 anni nessuno è mai venuto a capo di alcunché.
Troppo grandi i numeri, troppo traumatiche le soluzioni efficaci, troppo inutili quelle che via via si cercava di adottare, spesso e volentieri solo pannicelli caldi, camomille per un malato terminale.
Ora le Comunità montane dell’Umbria tornano al centro del dibattito politico. Il centrodestra di governo non ci sta a pagare il conto (e lo scotto politico che è di altri) facendo finta di niente.
«È necessario fare chiarezza sul piano di liquidazione unitario delle disciolte Comunità Montane, su possibili comportamenti illeciti e danno erariale. Allo stesso tempo è importante individuare le responsabilità politiche di quanto accaduto, in relazione ai mancati controlli e alle scelte scellerate dei precedenti governi regionali a guida Partito Democratico, che hanno portato alla situazione fotografata oggi dal Commissario unico liquidatore», dichiarano il segretario regionale Lega Umbria, Virginio Caparvi, il quale annuncia una interrogazione parlamentare sul tema, e il capogruppo Lega in Regione Umbria, Stefano Pastorelli che, in un’interrogazione alla Giunta regionale, chiede di «conoscere gli intendimenti dell’Esecutivo di Palazzo Donini in relazione alla situazione debitoria pregressa degli enti in oggetto e sugli scenari prefigurati dal Commissario liquidatore unico per dirimerla”.
Le parole dei leader leghisti stavolta sono pesanti come pietre ma non sproporzionate rispetto alla gravità della situazione».
Pastorelli insiste a voler conoscere «ulteriori informazioni e chiarimenti» rispetto alle «cause del dissesto e agli eventuali comportamenti illeciti e danno erariale nelle precedenti gestioni».
«Questa storia – ricordano Caparvi e Pastorelli – va avanti da decenni. Dal 2011 sono state sciolte le Comunità Montane del territorio regionale e sono stati nominati i commissari liquidatori che avrebbero dovuto predisporre il piano di liquidazione, trasmettendolo alla Giunta per l’approvazione. Ma nessuno dei commissari nominati in precedenza ha rispettato quanto previsto dalla legge regionale ‘18/2011’. Solo l’attuale commissario unico liquidatore, Fabrizio Vagnetti, ha inviato a marzo 2022 il Piano di liquidazione Unitario delle Comunità Montane dell’Umbria. Un piano dal quale emerge un debito complessivo di 8 milioni 455mila euro, con la Comunità Montana associazione dei Comuni Trasimeno – Medio Tevere esposta pesantemente per circa 20 milioni di euro. Inoltre il Commissario liquidatore evidenzia supposte irregolarità gestionali».
Su irregolarità eventuali e altrettanto eventuali responsabilità spetta agli organi competenti esprimersi, ma e’ certo che la questione Comunità montane ha tutte le caratteristiche, dopo tanti anni, per diventare di nuovo una bomba sotto i conti pubblici dei Comuni che potrebbero essere chiamati – sottolineano gli esponenti leghisti – a ripianare le perdite.
Il termine default qui rischia di tornare – ahinoi – pertinente. Caparvi e Pastorelli concludono che questo è «uno dei tanti buchi neri lasciati in eredità da chi preferiva tirare avanti e procrastinare piuttosto che risolvere i problemi».
E qui c’è tutto lo spazio che si vuole per la polemica politica. Sempre pensando però che serve anche trovare la via d’uscita in questo dedalo di premesse sbagliate, errori di gestione, mission confuse, finte soluzioni, rinvii, pavidità istituzionali. E questo si che sarà un test per chi amministra: se lo superi sei come il giovane Re Artù che tira fuori Excalibur, la spada dalla roccia, e vuol dire che sei un predestinato.


