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Patrizia Pastorelli, la sua Gubbio, i cieli e la nostra anima: un viaggio di sensi in NumeroTre

La nuova mostra personale a Palazzo del Bargello: da non perdere. LE FOTO

GUBBIO (Perugia) – NumeroTre: questo il titolo della nuova mostra personale della pittrice Patrizia Pastorelli che si apre domenica 8 maggio a Palazzo del Bargello.

Terza mostra personale a Gubbio, la seconda curata dall’Associazione Culturale La Medusa, patrocinata dal Comune di Gubbio, dalla Società Balestrieri città di Gubbio e dalla Inner Wheel Club territoriale, in questa nuova fatica artistica, la pittrice porterà una rassegna molto intima di opere, alcune delle quali legate appunto al numero tre, che torna imperante in questa nuova esperienza espositiva.
Patrizia Pastorelli, eugubina di nascita ma toscana di adozione, inizia a disegnare da bambina, ma è in età adolescenziale a che fare con un incontro importante, quello con i suoi insegnanti che l’avvicinano al bello, all’estetica e dunque alla rappresentazione pittorica. È qui che Patrizia è toccata in un punto profondo di sé, che determinerà le sue scelte di vita. Viene educata a osservare, viene educata a disegnare. Incomincia a giocare con le linee e le forme con metodo e costanza, tanto da sperimentare in modo sempre più profondo una comunicazione tra la sua mente e la sua mano. Intraprende gli studi d’arte mettendosi in gioco, tanto che da allora, i suoi disegni e la sua pittura non smetteranno mai di dirci qualcosa.
L’incontro con questo mondo non sarà mai interrotto, ma sarà sempre alimentato dalle vicissitudini della sua vita, come gli studi universitari in Lingue e Letterature straniere, l’incarico come assistente di volo, sono esperienze che Patrizia integrerà nella passione per l’arte. E lo farà concretamente, portandoci l’esperienza del viaggio nei suoi dipinti. Infatti, i cieli che illustra nascono da lassù. Sono spazi morbidi fatti di mille nuvole che scaldano l’aria o la raffreddano, poiché intrisi di acqua scura. Così, la sua osservazione comunica con i suoi stati d’animo, che cambiano insieme alle linee e ai colori.
«Ora, che anche noi guardiamo i suoi quadri siamo mutati da essi, sentiamo un certo turbamento di fronte ad atmosfere cromatiche – spiegano i promotori della mostra – , ma ci emozioniamo serenamente per l’armonia che incontra il nostro sguardo e la nostra anima. Le sue sono illustrazioni che ci parlano di lei, ma anche di noi, fruitori di uno stesso gioco. Grazie ai quadri, ogni volta diversi, comprendiamo qualcosa di più di noi stessi. Il quadro non è mai lo stesso, cambia ogni volta che lo guardiamo, e perciò quello che esso vuole dirci è che ogni volta ci ritroviamo diversi, come se una nuova comprensione ci cambiasse dentro. Dunque Patrizia Pastorelli costruisce il proprio mondo attraverso la pittura, che raffigurano l’infanzia, ci ricordiamo del nostro passato di bambino, un tempo ricco di gioie e dolori, sorrisi e lacrime.

Dal 2008 ad oggi la pittrice eugubina annovera decine di partecipazioni ad eventi artistici e collettive in Umbria e non solo.
La mostra, a ingresso libero, che sarà aperta al pubblico dall’8 al 29 maggio nei consueti orari di apertura del Palazzo.
Per informazioni contattare la segreteria organizzativa al numero 0759220904 o scrivere a info@medusacultura.it (http://www.patriziapastorelli.it).

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