di Marco Brunacci
PERUGIA – Le parole usate alla presentazione del bilancio (da record nazionale) della Fondazione Cassa di risparmio di Terni per definire l’azione dell’amministrazione Latini nella guida della città, sono diventate un rombo di tuono nel cielo del confronto politico.
«Irrituali e sorprendenti», le definisce Pierluigi Spinelli, leader del Pd ternano. «Ma noi condividiamo in pieno l’analisi, è quello che diciamo da un anno almeno, la mancanza di progettualità e visione di questa giunta è imbarazzante. L’immobilismo ne e’ la conseguenza».
Più felpato, col fioretto in mano ma pronto ad affondare, Raffaele Nevi, deputato di Forza Italia, che passa dall’analisi alla conclusione: «Chi gestisce l’amministrazione a Terni, oggi come oggi, non può prescindere dal rapporto con la Fondazione Carit, per cui dovrebbe subito cercare di capire le ragioni delle critiche che sono state avanzate. Ascoltare per parlarsi e confrontarsi».
Di nuovo Spinelli: «Ho detto che sono sorpreso, ma per noi sapere che altri si sono resi conto della povertà programmatica dell’amministrazione è la dimostrazione che ci siamo incamminati nella direzione giusta. Non è un caso che noi abbiamo promosso un percorso programmatico che darà i suoi frutti tra settembre e ottobre prossimi. Vogliamo mettere insieme i punti per un’azione di governo da proporre alla città, non pensiamo e non diciamo che i problemi non siano impegnativi, sosteniamo che è necessario avere una visione e perseguirla. Per dirne due: il verde e l’ospedale. Non sono problemi che nascono da qualche mese. Vengono certo da lontano, ma si devono indicare strategie e condividerle con la città. Non si può continuare a fare, come è costume di questa amministrazione, a prendersela con le amministrazioni precedenti. Non sono questioni facili? Giusto. Ma se non si sa dove si vuole andare, resteranno senza soluzione».
Nevi sull’azione di governo dell’amministrazione Latini: «Ci sono stati problemi all’inizio. Evidenti, dovuti al lascito del passato, non dimentichiamolo, ma anche dal fatto che era fatti di tanti giovani, non esperti. E non è che ora tutto vada bene, ma l’azione di governo è cresciuta e migliorata. E comunque senza la giunta Latini non avremo il nuovo palasport e l’analisi fatta a tempo di record del progetto stadio-clinica. Mi permetta di ricordare anche che nel Comune di Terni la situazione era anche molto difficile a livello dirigenziale. Non sono scuse o un modo per dire che tutto va bene. Ma un invito a essere sereni nel giudizio, sapendo che ci sono molte cose da fare e che si deve essere aperti alle critiche ed avere il coraggio di confrontarsi su tutto».
Per non girarci intorno, dal consesso della Fodnazione Carit sono arrivate parole chiare sulla scarsa affidabilità di una giunta che cambia assessori come camicie e non riesce a frenare le porte girevoli dalle quali transitano a tutta velocità i consiglieri comunali, tanto da non capirci più niente su chi è maggioranza e con quale “sensibilità” e chi è diventato opposizione di fatto.
«Lei vuol dire che non si capisce chi comanda? – interviene Spinelli – Noi lo diciamo da mesi. Anche quando è venuta la presidente Tesei qui a Terni si è avuta la stessa sensazione. Noi, come opposizione, dovremmo essere contenti dello sbandamento complessivo. E invece ci preoccupiamo per il bene della città. Non si riesce neanche ad avere un confronto sulle cose che sia corretto e responsabile. A noi non resta che prendere atto di questo clima, della mancanza di visione della giunta e prepararci alla sfida del prossimo anno. Sempre più fiduciosi».
Tocca a Nevi: «Errori ne sono stati fatti, ma il dissesto non se lo è inventato la giunta Latini. Le difficoltà sono state enormi. E certe volte non sono state fatte le scelte giuste. Ora comunque è il momento di confrontarsi e parlare. Con tutti. A partire dalla Fondazione Carit».
Ma gli errori saranno solo del passato? Convinti? Le indecisioni e la mancanza di visione anche?
Ma allora è possibile andare verso il meglio se ogni giorno ne raccontano una diversa sull’andamento per lo meno ondivago del governo cittadino? Volete sapere l’ultima? Dicono che all’ascensore sulla cascata delle Marmore (che ha il placet della Regione e dell’assessore Agabiti) manca l’entusiastico appoggio della potente vicesindaco di Terni. Motivo? L’ascensore metterebbe a rischio i finanziamenti per le fontanelle da distribuire in città. Possibile? No, magari no.
Perché altrimenti sarebbe come lasciare andare in malora la villa per occuparsi dei nani da giardino. Sarebbe propriamente confondere un’opera per il rilancio del turismo di Terni e dell’Umbria con qualche ricciolo di burro sulla torta dell’arredo urbano. E non sia mai.


