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Tumori allo stomaco, il triste primato mondiale dell’Umbria: record in Alto Chiascio e Alto Tevere

L’impegno di palazzo Cesaroni: sì allo screening per la prevenzione

PERUGIA – L’incidenza dei tumori allo stomaco in Umbria è superiore alla media nazionale. con due territorio particolarmente colpiti. Una situazione per cui, oltre alla sanità, si muove la politica.

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha infatti approvato con voto unanime dei presenti (17), una mozione promossa da due consiglieri del Partito democratico Tommaso Bori e Michele Bettarelli, ed emendata con una proposta di un consigliere di maggioranza, Valerio Mancini, concernente l’attivazione, da parte della giunta regionale, di screening per la prevenzione del carcinoma gastrico.
Nello specifico, l’esecutivo viene impegnato a prevedere il potenziamento dei servizi di diagnostica e prevenzione, estendendoli a quelli riguardanti il carcinoma gastrico, mediante l’ampliamento dei processi di screening al momento attuati in Umbria; ad introdurre, in tempi celeri, la sperimentazione del servizio di screening esplicitamente mirato alla ricerca di neoplasie allo stomaco, diffuso e capillare per l’area dell’Alto Tevere; a sostenere attivamente la ricerca e lo sviluppo di tecniche innovative mirate all’indagine per la ricerca del carcinoma gastrico in Umbria, anche mediante il bando ‘Contributo d’azione 2022 – prima ondata (EU4H-2022-PJ)’ del Programma EU4Health. Bando che prevede anche lo sviluppo di conoscenze e approcci innovativi allo screening del cancro alla prostata, ai polmoni e gastrico, con uno stanziamento complessivo di 30 milioni di euro.
L’emendamento proposto, accettato e condiviso dai due proponenti l’atto, prevede, in caso di necessità, di chiedere, nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni risorse adeguate al fine di avviare una fase di sperimentazione nei territori interessati e nella popolazione maschile e femminile più a rischio.

Nell’atto di indirizzo viene tra l’altro sottolineato come in Umbria emerga una particolare incidenza dei tumori allo stomaco, più alta della media nazionale, in particolare nelle zone dell’Alto Chiascio e dell’Alto Tevere. L’Umbria fa parte dell’ormai denominato ‘triangolo maledetto’ del tumore dello stomaco (Umbria, Pesaro e bassa Romagna): secondo i dati in possesso al sistema sanitario, il tasso di incidenza di questa neoplasia sarebbe fra i più alti al mondo. Il carcinoma dello stomaco è oggi ricercato, per lo più, mediante la gastroscopia, che però presenta dei limiti nella ricerca di questa tipologia di tumori, soprattutto se confrontata ai metodi di screening utilizzati per altri tipi di carcinomi. Il controllo e il decremento degli indici di mortalità si deve al miglioramento delle terapie e delle diagnosi precoci, grazie, in particolare, al potenziamento dei sistemi di screening.
«L’Umbria – come si legge nell’atto – sarebbe passata da eccellenza nazionale nella pianificazione e nell’adesione agli screening, ad essere una delle Regioni più inefficienti nei sistemi di prevenzione delle patologie cliniche, tema reso ancor più impellente a causa dei rallentamenti diagnostici dovuti alla pandemia da Covid-19».
Intervenendo sul punto, consiglieri di maggioranza ed opposizione hanno sottolineato come sulla questione si stia discutendo, anche attraverso specifici atti, ormai da tempo, rimarcando dunque l’importanza di considerare la situazione come una priorità prevedendo quindi ogni azione necessaria per il potenziamento della diagnostica e della prevenzione.

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