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Verso le elezioni/Narni, la sfida di Bufi. «Economia, sviluppo, sanità. Ecco cosa farei da sindaco…»

Battaglia a quattro con i candidati del centrosinistra Lorenzo Lucarelli, del centrodestra Cecilia Cari e di Rifondazione comunista Roberto Pei

NARNI (Terni) – È ufficiale: la sfida è a quattro. Scende in campo per la poltrona di primo cittadino anche Maurizio Bufi, un manager della finanza. A darne l’annuncio è Marco Mazzalupi, segretario provinciale di Azione, il partito di Carlo Calenda: «Abbiamo definito il percorso che ci porterà a presentarci ai cittadini narnesi nella prospettiva che Azione predilige, governare con dedizione e competenza. Il nostro candidato sindaco è Maurizio Bufi».

Bufi si troverà a sfidare il candidato del centrosinistra Lorenzo Lucarelli, del centrodestra Cecilia Cari, del partito di Rifondazione comunista Roberto Pei. Narnese, con un curriculum che lo ha portato a guidare l’associazione nazionale dei consulenti finanziari, mette in campo amore per il suo territorio e capacità organizzativa.
«Mi sono iscritto ad Azione a dicembre 2021. Ho apprezzato l’approccio di Calenda nella politica, che ha introdotto una chiave pragmatica basata su competenza, capacita organizzativa , esperienza maturata nel campo delle professioni e della società civile in generale. Mi sono riconosciuto in questo approccio che si iscrive nel filone liberal democratico da cui provengo».
Una storia di impegno repubblicano, che ha visto le prime mosse politiche di Bufi con la federazione giovanile repubblicana e poi con il partito. Classe 1955, sposato con Salvina Ciorba, dalla cui unione è nato il figlio Alessandro, specializzando in medicina d’urgenza all’Università degli Studi di Perugia, decide di impegnarsi in prima persona, nello sviluppo e nella gestione del territorio di Narni.

Può raccontarci come matura la decisione di candidarsi?
«Narni insiste in una area grande, e a questa si deve guardare per progettare il futuro di un territorio e di una cittadinanza, in un periodo di crisi internazionale che si ripercuote sulla vita delle famiglie e delle persone. La decisione di candidarmi nasce dalla consapevolezza di affrontare le priorità nazionali che hanno forti ricadute sul territorio. Esse fanno riferimento ai temi, quanto mai attuali, della sanità pubblica e ad una sua corretta gestione, ai temi dello sviluppo economico e dell’occupazione per i quali occorre mettere al centro l’impresa, all’interno della quale la quella pubblica può avere un ruolo importante, soprattutto adesso con il Pnrr, ma certamente l’impresa privata rimane fulcro di qualsiasi sviluppo economico duraturo».
Se venisse eletto sindaco proprio lei che si presenta per ultimo, quale cosa farebbe per prima?
«Mi concentrerei sulla proposta economica di rivitalizzazione e sviluppo del territorio narnese, inserito nell’ “area vasta” della provincia di Terni. La crescita è alla base di qualsiasi progresso della società e le sfide che ci attendono richiedono un sano riformismo sul versante della sostenibilità ambientale, della buona occupazione, della formazione permanente, della tutela e sicurezza dei cittadini».
Per quanto riguarda la gestione della sanità pubblica, cosa prevede il suo programma?
«Premesso che la sanità rimane una della priorità in assoluto, dobbiamo puntare sempre di più alla coesistenza di centri ospedalieri di eccellenza, insieme ad una capillare rete di medicina del territorio. La crisi pandemica ha dimostrato che i presidi ospedalieri non ce la fanno a gestire le emergenze e che occorre puntare sulla medicina del territorio, attraverso un network di assistenza di base, che gestisca i bisogni della popolazione, soprattutto anziana e fragile».
Ci sono altre priorità?
«Certamente, c’è anche quella demografica, considerando che la popolazione del Comune di Narni è diminuita in questi ultimi anni, riflesso di ciò che sta avvenendo da anni nel nostro paese. Sono necessarie politiche di sostegno all’occupazione femminile, ai servizi all’infanzia e più in generale a costruire un futuro di opportunità e speranza».

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