Verso le elezioni/Roberto Pei: «Farò di Narni un grande villaggio turistico»

Il candidato di Rifondazione comunista punta sull’attrattività del territorio: «Ma non bastano i luoghi, ci vogliono i progetti»

di Aurora Provantini

NARNI (Terni) – Rifondazione comunista corre sola e candida Roberto Pei alle amministrative di giugno. Classe 1966, un diploma di laurea in educazione fisica (Isef), una figlia (laureata in ostetricia), un passato da sbandieratore, Roberto Pei mette a disposizione la sua esperienza di manager nel settore turistico e presenta un programma diverso dagli altri candidati sindaco (Lorenzo Lucarelli per il centrosinistra, Cecilia Cari per il centrodestra, Maurizio Bufi per il partito di Calenda). Che punta a valorizzare la vocazione turistica del territorio.

«Narni non deve solo attrarre il turista, lo deve trattenere nel territorio almeno una settimana, il tempo di una vacanza. E per far sì che questo avvenga deve “sistemare” un po’ di cose. Anzitutto va compreso il piano industriale della proprietà del Castello di San Girolamo, in modo che possa essere utilizzato. Poi deve essere realizzata una nuova piscina pubblica, magari sfruttando i fondi del credito sportivo. Infine si potrebbe puntare ad entrare in possesso del Complesso Le Grazie, attualmente di proprietà del Comune di Roma».
Insiste, Pei: «Attraverso una contrattazione con il Comune di Roma, Narni potrebbe richiedere una donazione dello stabile, accedere ai fondi necessari per la ristrutturazione e destinarlo a “Cittadella universitaria”, una sorta di ostello per gli studenti che si iscrivono ai corsi di laurea in scienze dell’investigazione, che provengono dalle altre regioni d’Italia».
Per quanto riguarda l’ex mattatoio, cosa ha in programma?
«L’ex mattatoio potrebbe diventare il miglior centro di accoglienza per camper del centro Italia, liberando così il parcheggio del Suffragio di questa mansione inusitata».
E le Gole del Nera?
«Costituiscono un patrimonio unico. Che già abbiamo. Ma che dobbiamo a tutti i costi valorizzare e mettere a sistema con le altre meraviglie paesaggistiche del territorio. Credo che la promozione turistica possa partire da qui per svilupparsi dentro ai circuiti internazionali».
Come diventerebbe Narni sotto la sua guida?
«Un grande “villaggio turistico”, capace di attrarre investimenti importanti. Il nostro territorio muove già flussi importanti. La capacità di intercettarli ed intrattenerli almeno per una settimana, rivoluzionerebbe l’economia. Anche i piccoli borghi fanno parte del turismo esperienziale o dello slow food. Ma il turista per caso, quello che si ferma un giorno per intenderci, premia troppo poche attività. Per questo va formulata un’offerta turistica più ampia e strutturata».
Da dove partirebbe?
«Dalla creazione di un infopoint. Un luogo fisico e virtuale insieme, capace di dare informazioni precise su luoghi, eventi, festival, storia. Proprio pensando a Narni come patria del turismo, inizierei a migliorare lo spazio urbano, a renderlo più accogliente, pulito e vivibile. A sistemare e, laddove necessario, a ripensare la segnaletica stradale e la cartellonistica informativa. Chi arriva a Narni deve avere subito la percezione di dove si trova e di cosa vale la pena visitare».
Dunque ristrutturerebbe un po’ tutto.
«Quasi. Sicuramente ristrutturerei la struttura di San Cassiano, vocata ad ospitare un turismo religioso. Ma anche lo statuto della Corsa dell’Anello. Non credo che debba essere il Comune ad eleggere i rappresentanti dell’Ente. Ritengo che la politica non dovrebbe intromettersi nella gestione di una organizzazione libera».

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