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Gepafin chiude in crescita: avrà un ruolo per salvare Monteluce e si prepara alla fusione con Sviluppumbria

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Tesei soddisfatta apre un nuovo capitolo: la finanziaria regionale dovrà aiutare le imprese umbre su credito, patrimonializzazione e prospettive di sviluppo. Le imprese accetteranno?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Come chiude il bilancio Gepafin, la finanziaria regionale? Attivo in crescita del 6%, utile lordo di 800mila euro. Mica male per una partecipata della Regione. E infatti ne va fiera la presidente della giunta Donatella Tesei che però 3-4 cose le dice, sul passato e sul futuro. Ascoltare per credere.

Il passato: Gepafin è stata determinante per il salvataggio e il rilancio dell’aeroporto San Francesco – dice Tesei – il quale adesso sta volando verso gli obiettivi che si è posto per il 2022, con record di passeggeri. Ma che ha anche in mente che prestissimo dovrà tornare sul mercato per trovare un partner privato che cambi definitivamente le logiche pubblicistiche che fino a ieri lo avevano tenuto a terra.
Ma Gepafin è stata determinante in un altro delicatissimo dossier regionale: risolvere il caso Monteluce è stato un capolavoro di pazienza e di determinazione, di calcolo del rischio e di capacità di vedere la prospettiva e perseguire il bene comune. Dai, alla fine, un bel successo.
Come dite? Monteluce non è ancora un dossier chiuso? D’accordo, ma ci sono tutte le premesse del lieto fine, nonostante i brutti trascorsi, tant’è che la presidente Tesei si sbilancia nel dire che Gepafin avrà un ruolo anche per il prossimo futuro, quando si tratterà di costruire sulle macerie lasciate dalle precedenti giunte regionali. E se diciamo costruire intendiamo proprio costruire, perchè si tratterà di tirar su nuovi edifici per realizzare un bel polo nuovo per Perugia, a Monteluce, nell’area dell’ex ospedale, invece che farne un monumento al degrado, che abbiamo tutti rischiato di avere.
Tesei, nel suo intervento all’assemblea di Gepafin, arriva a dire che nel suo progetto per la finanziaria regionale c’è un futuro ancora diverso: “Ho in mente, afferma, per Gepafin uno scenario nel quale la vedo protagonista nel credito per le imprese umbre”.
Inevitabile in tempi di inflazione alta e di credito corrente che non sarà più a costo zero, come ora.
L’obiezione: presidente, non le sembra che le imprese siano così poco propense a rischiare e ad accettare un ruolo di guida per l’economia umbra? Risposta ovvia: va sentita Confindustria con i principali player e accordarsi. La Regione qui si gioca il futuro. La Regione intesa come ente, con la R maiuscola, ma soprattutto la regione, intesa come territorio e persone fisiche.
Tesei promette una Gepafin che “accompagni le imprese umbre sulla strada della patrimonializzazione, della trasparenza, della crescita dimensionale e manageriale”. Tutte cose di cui hanno un bisogno estremo nella quasi totalità dei casi. Bisogna convincerle a mettersi in gioco ed accettare. Sembra facile e scontato, ma non lo è affatto.
Finale a sorpresa dell’intervento di Tesei.
Ringrazia calorosamente Carmelo Campagna, presidente di Gepafin, che è stato indicato da Umbria7 come possibile prossimo candidato del centrosinistra come sindaco di Terni (e le voci sono insistenti tuttora e arrivano direttamente da Roma). E questo è una dimostrazione che comunque la presidente ha un animo bipartisan.

Eccola poi che afferma, testualmente, «Se all’orizzonte dovesse profilarsi una fusione per consentire di avere un unico strumento di supporto alle imprese, sono certa che Gepafin saprà proporsi come polo aggregante».
Traduzione: si farà la fusione Gepafin-Sviluppumbria. Zaffini e i Fratelli d’Italia tutti potranno essere di questo soddisfatti (e magari chiederanno con minore intensità l’ingresso in giunta di un loro rappresentante, ipotesi che tutte le volte che viene avanzata si mostra in sogno all’assessore Fioroni come il fantasma dei Natali precedenti a Ebenezer Scrooge, quello del racconto di Dickens, in forma di incubo).
Dei particolari non sappiamo, ma da queste parole diamo per fatta la fusione. A fine anno? Forse. Come si chiamerà? Presto per dire. Concorso a premi per chi ha il nome di sintesi meno cacofonico e più breve. Chi farà il presidente? Ecco, questa è una bella domanda. Non è però escluso che possa essere Campagna, se non impegnato altrimenti.

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