di Luca Ceccotti
TERNI – Tra le vie più importanti di Terni, quella di viale Brin ricopre certamente un ruolo di misura. Non è solo la vecchia via “operaia”, cuore pulsante dell’industria ternana nella prima metà del ‘900 e oltre, ma anche un passaggio essenziale per raggiungere l’acciaieria prima e la cascata delle Marmore dopo, vissuta con costanza da cittadini e commercianti e vetrina di presentazione per i turisti.
E quello che si vede non è affatto promettente. Il viale è solo la punta dell’iceberg di un degrado “sommerso” ai suoi margini, esteso e visibile già addentrandosi nei quartieri limitrofi, tra immondizia lasciata a marcire nel verde pubblico, edifici fatiscenti, negozi vuoti e trasandati. La questione è arrivata agli occhi dell’amministrazione comunale appena oggi, grazie a una ricognizione in loco di Michele Rossi, capogruppo di Terni Civica, che ha presentato un apposito atto d’indirizzo in consiglio comunale per un’interrogazione apposita che possa condurre a qualche provvedimento.


Abbiamo toccato con mano anche noi la situazione, recandoci nei quartieri che circondano viale Brin (compresi tra via del Lanificio e via Alceste Campriani) per capire l’effettiva dimensione del degrado. Carrelli abbandonati pieni di pattume, immondizia e sporcizia ovunque, un’incuria degli spazi pubblici che rasenta la follia. Fa ancora più specie constatare l’impietosa amarezza degli abitati, che vorrebbero un intervento dell’amministrazione per migliorare la qualità dei quartieri e del viale.

Mentre una bambina si dondola su di un’altalena massacrata dal tempo e dalla negligenza, sotto l’attento occhio dei genitori, tutto intorno si estendo un mare di rifiuti annegati nell’indecoroso giallo di erba incolta e secca, vegetazione morta. «Sarebbe giusto sistemare il parco per la sicurezza dei bambini – ci dice uno dei genitori -. Nella zona è uno dei pochi disponibili e non è adeguato. È un peccato e potrebbe essere molto più bello e vivibile».
Anche alcuni commercianti lamentano un’evoluzione negativa del degrado della zona, ma nulla possono fare al riguardo. Soprattutto a ridosso del Palazzone, storico edifico destinato in passato agli operati dell’Ast, si contano ormai decine di negozi multietnici che hanno preso il sopravvento sulle attività ternane, segno di un cambio di rotta sempre più drastico per uno dei quartieri anticamente più popolari e importanti della città.


