di Michele Fratto
TERNI – Tempi certi sulla sanità, contrasto alle fughe di pensionati e non, rendere più appetibile il Paese con aumento salari. Queste e non solo le battaglie che la segreteria Fnp Cisl Terni del neo eletto Celestino Tasso proverà ad affrontare. Un quadro pieno di problematiche da chiarire, perché «la situazione è preoccupante e molti problemi risultano occulti o banalizzati».
Il primo appuntamento per la nuova segreteria sarà l’incontro in Regione, con la governatrice Donatella Tesei e l’assessore Luca Coletto, sulla sanità. Nel documento già presentato dai pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si parla della situazione negli ospedali di Narni, Amelia e Terni, delle lista d’attesa e del problema della non autosufficienza: «Ci aspettiamo una cosa fondamentale, che ci siano i tempi di inizio e di fine su quello che deve essere approvato. Se ci sono i tempi abbiamo anche la certezza della continuità con i fondi del Pnrr. Sull’esito dell’incontro, Tasso chiosa con una battuta: «Sono come San Tommaso, se non vedo non credo».
Altro problema sollevato dal segretario è la fuga all’estero di pensionati e dei giovani in cerca di fortuna: «Fenomeno occulto che viene da lontano – spiega Tasso – ma che nessuno tiene in considerazione e per questo oggi banalizzato. Invece, i numeri mi lasciano preoccupato. Sono 4318 le persone andate all’estero se si considera solo Terni città, a Narni 633, Orvieto 468, Amelia 447 fino a un totale di 7736 se si prende in esame tutta la provincia. Anche su questo, Tasso pone una soluzione al problema da perseguire: Bisogna alzare salari e pensioni per rendere più appetibile il Paese. Secondo Eurostat, l’11% dei lavoratori italiani sono poveri rispetto alla media europea che attesta al 9,2%. Il 30% lavora con salari al di sotto dei nove euro mentre il 46 % delle donne sono part time. Sono dati tra i più alti in Europa».
Altri due temi sollevati dal neo segretario riguardano gli assistenti familiari e gli hospice: «Quello degli assistenti familiari, coloro che per amore scelgono di essere in assistenza, è un problema occulto. Sono quindici anni che la normativa per regolarizzarli gira tra Camera e Senato senza trovare soluzione. Infine, ulteriore problema quello riguardante gli hospice, visto che stanno aumentando le richieste delle tariffe di riferimento da parte delle istituzioni nel pieno silenzio».


