Bucatini all’Amatriciana per la politica della Conca

Sarà tutto romano il tavolo per le candidature di Camera e Senato. E anche per la poltrona di sindaco di Terni, i giochi si fanno nella capitale

A.P.

TERNI – Le ciriole possono aspettare.  Sarà tutto romano il tavolo per le candidature di Terni. Come dire: «Avanti tutta con i bucatini alla Amatriciana e cacio e pepe». 

Il 25 settembre si voterà per le politiche. E a Terni, neanche il tempo di mettere via le cabine elettorali, a primavera si torna alle urne per le comunali.
Le due date sono strettamente collegate ed ormai è chiaro che, in tutti gli schieramenti, a Roma si decideranno alleanze e candidature.
In tempi non sospetti, prima della fine del Governo Draghi, il primo a parlare è stato il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi: «Questo è un comune capoluogo, è normale che per il candidato a sindaco si apra un tavolo a Roma». 
Ora però la priorità sono le elezioni politiche.  Una corsa per i ternani complicata dalla riduzione dei posti disponibili.
Raffaele Nevi è in corsa  per la riconferma.  I suoi ottimi rapporti con Antonio Tajani – suo testimone di nozze – sono destinati a pesare. Occorre vedere quanti seggi – nell’ambito della coalizione di centrodestra – andranno a Forza Italia. 
Più complicata la posizione di Valeria Alessandrini, entrata in Senato in un turno suppletivo e, all’epoca, con la Lega che aveva il vento in poppa.

La partita delle politiche è comunque destinata a pesare sulle comunali.  Fdi, a pieni voti a settembre, è difficile che si accontenti di un ruolo di secondo piano a maggio 2023. Data che potrebbe vedere presente anche Raffaele Nevi, qualora non  dovesse  andare a Roma. Insomma, sulla strada del sindaco uscente Leonardo Latini ci sono molte variabili. 
Terno a lotto addirittura nel centrosinistra.  Nel 2018 Leonardo Grimani, da San Gemini si ritrovò a Roma per grazia del Giglio Magico di Renzi, allora segretario del Pd.
Ora deciderà Enrico Letta. I nomi non mancano: Fabio Paparelli ci spera da tempo, Gianluca Rossi ha già rappresentato Terni in Senato, Marina Sereni è il viceministro degli Esteri uscente e  poi  ci sono gli outsider Sandro Corradi e  Maria Grazia Proietti. 
Ecco, questi ultimi tre nomi sono  buoni anche per il puzzle delle comunali.  I dem hanno una rosa di possibili candidati a sindaco  (Sereni, Corradi, Mauro Franceschini e più distanziata la Proietti). Con la frattura nazionale con il Movimento Cinque Stelle, perde punti il nome di Francesco De Rebotti. L’ex sindaco di Narni da settimane trova resistenze nel suo partito, il Pd.  Ma è adorato dal M5s. Si vedrà. Intanto, visti i tempi ristrettissimi l’acqua bolle. Ma per le ciriole in salsa Amatriciana c’è da aspettare ancora qualche giorno.

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