CITTA DI CASTELLO – In trenta lo hanno accerchiato nel parcheggio della sagra per “dargli una lezione”. A fatica, l’intervento degli amici dell’aggredito ha impedito che le conseguenze fossero peggiori dei 35 giorni di prognosi rimediati.
In queste ore, su disposizione della Procura della Repubblica di Perugia, gli agenti del commissariato di polizia di Città di Castello hanno eseguito perquisizioni a casa di nove giovanissimi indagati, sequestrando coltelli, pugnali, tirapugni. Tutti e nove sono già noti alle forze dell’ordine nonostante la giovanissima età, uno di loro, 18 anni, è indagato per l’aggressione avvenuta nel parcheggio ai danni di un 20enne.
L’episodio risale al 9 luglio. Nella pista da ballo della sagra di Promano, frazione di Città di Castello, senza apparente motivo, il 18enne avrebbe colpito con una testata il 20enne. Dopo il colpo ricevuto, il 20enne era stato accompagnato da un conoscente nel parcheggio dove si è trovato accerchiato da una trentina di coetanei, poi gli indagati hanno iniziato a pestarlo. A salvarlo i suoi amici che sono riusciti a sottrarlo al linciaggio. Come detto, aveva riportato ferite guaribili in 35 giorni. Dagli accertamenti è emerso che nel parcheggio era stata organizzata una vera e propria imboscata, coordinata con messaggi via social tra i partecipanti. Oltre alle denunce, come detto, le perquisizioni che hanno portato a sequestrare 12 coltelli, un pugnale, un tirapugni, un grinder e un bilancino di precisione. Al 18enne che avrebbe dato origine all’aggressione, gli agenti hanno trovato e sequestrato anche dell’hashish.


