Pnrr e futuro, Perugia a un bivio essenziale: luci e ombre sui progetti del piano ripresa secondo Andrea Fora

Il consigliere regionale di Patto Civico per l’Umbria su Facebook: «C’è ancora molto da lavorare affinché i perugini si sentano protagonisti della loro città»

di Luca Ceccotti

PERUGIA – Si è tenuto venerdì 1° luglio a Perugia l’incontro Italia Domani – Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, anche in presenza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Enrico Giovannini. In tale occasione sono stati presentati diversi progetti autonomi della regione Umbria, con circa 730 milioni di euro di finanziamenti complessivi spartiti tra opere pubbliche (mobilità, infrastrutture), formazione dei lavoratori e impatto ambientale, medicina territoriale.

Un’occasione di rilancio e riprese imperdibile ed essenziale per Perugia e l’intera regione cuore verde d’Italia. E soprattutto il capoluogo di Regione, secondo Andrea Fora, consigliere regionale di Patto Civico per l’Umbria, si troverebbe a un bivio cardinale. Per questo in un suo corposo e lungo intervento via Facebook il consigliere ha voluto parlare di luci e ombre che gravano non tanto sul Pnrr ma sulla comunicazione attorno allo stesso, sulla visione d’insieme “per la Perugia del 2030”, la città tra 20 anni.

«Quello sul Pnrr non è stato uno dei soliti dibattiti politici un po’ stantii sul futuro – sostiene Fora -, ma sono stati presentati concretamente i progetti che verranno realizzati a Perugia nei prossimi anni, per un totale di 145 milioni ad oggi già impegnati dal Governo. Un’occasione irripetibile per ridisegnare il futuro della nostra città, per ripensare l’identità di Perugia e attuare azioni per farne una moderna capitale europea attrattiva per giovani ed imprese, per rilanciare il grande patrimonio artistico e culturale. Un evento con luci ed ombre, che evidenzia quanto ancora ci sia da lavorare per riportare i perugini a sentirsi protagonisti della loro città».

«Un elenco di progetti, meritevoli indubbiamente, che denota una capacità dei tecnici e della macchina amministrativa di essere stata capace in poco tempo di accedere alle complesse procedure dei bandi PNRR», continua il consigliere regionale elencando le proposte più interessanti e importanti: «Una bella vetrina di singoli progetti presentata dal sindaco e dalla presidente Tesei, ma la visione di cosa dovrà diventare Perugia nei prossimi 20 anni dove è? Con chi sono stati condivisi questi progetti? La comunità ne è consapevole? Sono state coinvolte le forze sociali, le associazioni di categoria, le imprese? E si può costruire Perugia senza pensare al coinvolgimento dell’Università degli Studi di Perugia e delle altre istituzioni accademiche e culturali (Università per stranieri, Conservatorio, Accademia belle arti, etc) che rappresentano insieme uno dei poli maggiormente attrattivi per tutta la Regione?».

«L’impressione – conclude il consigliere – è che la città langua in un dibattito sterile e povero di idee, chiuso in se stesso, con un’amministrazione comunale molto impegnata a progettare singoli interventi senza una visione di prospettiva e soprattutto sola, senza capacità di fare rete e lavorare insieme a tutte le altre istituzioni. Perugia non ripartirà da sola. E il PNRR è un’occasione irripetibile perché le città si connettano, perché si costruiscano progetti di area vasta, perché la città capoluogo si faccia carico di guidare progetti con i comuni limitrofi, perché orienti le scelte regionali sugli assett di maggior importanza: ambiente, rifiuti, economia, welfare, turismo, cultura. Si potrebbe dire “una rondine non fa primavera”. Ma mi sembra più appropriato dire che il Pnrr di Perugia ad oggi sia piuttosto “la ciliegina senza torta”. Un elenco di meritevoli progetti, pensati in autonomia dall’amministrazione comunale, da cui deriverà un investimento di risorse pubbliche di quasi 200 milioni di euro. La torta, cioè la visione, la prospettiva, l’identità complessiva con cui vogliamo ripensare la nostra città, la riattivazione di tutte le energie vitali del nostro territorio, culturali, artistiche, associative, ancora manca».

Per Fora la comunità è tutto, ed è proprio il senso d’unione civico oltre i confini cittadini, il coinvolgimento della regione tutta, degli umbri tutti, a poter risvegliare Perugia e tutti gli altri comuni da un torpore che dura anni.

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