di Marco Brunacci
PERUGIA – Il primo giorno delle ipotesi di candidature al Parlamento è come l’inizio del calciomercato: nessuno sa come va a finire. E proprio per questo che infiamma la fantasia dei (non molti) tifosi rimasti alla politica.
Pronti: la nuova legge prevede 9 eletti in Umbria, un taglio netto rispetto al passato. Tre soli collegi: uno unico regionale al Senato e due alla Camera, Perugia e Terni (la provincia di Terni più tutta la cosiddetta terza provincia – Foligno, Spoleto, Valnerina – e anche qualche comune del Trasimeno).
Senato. Si assegnano 3 posti, uno nel collegio, due nel proporzionale.
Il Collegio unico regionale è considerato dall’ultimo sondaggio del centrosinistra contendibile. E anche il centrodestra pensa che sia decisivo non sbagliare il candidato, altrimenti si va a picco. Ecco perchè tutti guardano a Fratelli d’Italia. Il più esperto dei cavalli di razza che può schierare il centrodestra di governo umbro è Franco Zaffini, senatore uscente. Ovviamente sarebbe anche capolista della lista Fdi. Ma Zaffini è anche segretario regionale di Fdi, il partito al quale tutti guardano, adesso che sta in cima ai sondaggi (24% a livello nazionale) e deve dare le carte. Lui nicchia, si guarda intorno, pensa a scenari – dicono. Ma forse è anche l’unica soluzione possibile (potrebbe portarsi dietro come seconda in lista Michela Sciurpa, attuale amministratore unico di Sviluppumbria)
Il resto del centrodestra al Senato. Poche chance. Pochissime (ma la Lega potrebbe puntarci con la uscente Alessandrini). Per questo si guarda anche a un candidato al collegio unico che sia abbastanza forte per vincere e leghi la coalizione. Ma Romizi si è tirato fuori. Altre soluzioni? Mah.
Ora il centrosinistra. Sente di potercela fare, anche se il trend nazionale non aiuta e soprattutto non si capisce il perimetro delle alleanze. Per dire che i discorsi sono prematuri: se Letta alla fine accettasse di fare un patto anche volgarmente elettorale con un pezzo o tutti i cinquestelle è un conto. Se non accetta è un altro. Mettiamo che scenda in campo nel collegio unico al senato dell’Umbria un candidato (anzi una candidato) provienente dal campo largo. Ecco che che si staglia all’orizzonte la sindaco di Assisi, Stefania Proietti.
Volete un pronostico che vale poco o nulla in questo momento? Nel collegio unico al Senato si sfideranno Proietti-Zaffini, in ordine alfabetico.
Il Pd ha un posto sicuro per il capolista al Senato: dovrà riprendersi il tesoriere Walter Verini? O potrà schierare una Simona Meloni o una Porzi? O perfino De Rebotti?
Da sottolineare: se a livello nazionale passa il campo stretto è ragionevole che il capolista del Pd sia anche il candidato al collegio.
Per certo la sera delle elezioni si sapranno i tre eletti umbri al Senato: chi vince il collegio e i capolista dei due partiti che avranno più voti. Ragionevolmente, stando ai sondaggi di oggi, nell’ordine: FdI e Pd.
Pronti per la Camera.
Aiuto, qui tutto si complica. Intanto, i problemi si moltiplicano per due. Si assegnano 2 posti nei collegi e 4 nel proporzionale.
Prima Perugia (senza terza provincia e un pezzo di Trasimeno). Qui centrodestra: il collegio unico è per un leghista. Quindi ragionevolmente il segretario regionale Caparvi (che sarà anche capolista, ma con dietro a lui Briziarelli, secondo posto da considerare eletto, sempre che Marchetti vada nelle Marche). Fratelli d’Italia con Prisco capolista, Sciurpa (se non va al Senato) e Squarta.
Forza Italia potrebbe correre con la senatrice uscente Fiammetta Modena. Sperando nel recupero che ci sarà sul proporzionale rispetto al voto nazionale di ogni partito.
Qui centrosinistra. Il Pd dovrebbe schierare Anna Ascani al collegio e come capolista. Senza il Trasimeno, a sinistra contano molto su un recupero dell’Alto Tevere. Ma non sarà una cosa facile. Anche qui tutto dipende da quanto sarà largo questo campo lettiano. Ascani sarà anche capolista e questo è un posto certo. Anche il secondo posto in lista potrebbe diventare buono e per questo si gioca a scacchi, su più tavoli.
Il segretario regionale Bori si tiene tutte le carte in mano, attento a non mostrarle. Ma difficilmente ci saranno colpi di scena. Se non forse uno.
Intanto Calenda schiererà Giacomo Leonelli e anche lui starà attento ad ascoltare i risultati nazionali.
Collegio maggioritario di Terni. Raffaele Nevi è da considerare più che probabile candidato per il centrodestra, col posto da capolista di Forza Italia. Da fare la squadra di Lega e soprattutto di Fratelli d’Italia.
Dei 4 posti in gioco col proporzionale, uno è sicuro di Fratelli d’Italia, 1 della Lega, 1 del Pd. Il quarto è il problema. Ma con i numeri di oggi FdI potrebbe fare strike e prendersi 4 eletti. Ma anche il Pd è certo di prenderne 3. Il quarto potrebbe non scattare se non c’è una qualche forma di alleanza con tutti o quasi tutti i cinquestelle.
Ma i cinquestelle sono un mistero buffo. Forse, con qualche scusa, come ipotizzato, si metteranno a rimorchio del Pd, più o meno ufficialmente, o finiranno per fare una lista di duri e puri, che sottrarrà voti a sinistra e poco altro. Vedremo. Abbiamo detto che siamo come al primo giorno di calciomercato. Ma vi promettiamo di seguire l’evoluzione passo passo.


