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Basta fare foto a buche e scritte per essere minacciati con un’arma

UMBRIA 7 NEI QUARTIERI | La disavventura durante un viaggio tra le strade di Perugia

di Massimiliano Pezzella

PERUGIA – Si può davvero parlare di Perugia come città sicura? Già dall’imbrunire il capoluogo umbro sembra risvegliarsi da un lungo sonno e ciò che viene fuori al principiare della sera sono le più sfaccettate problematiche relative alla criminalità. La città dopo il crepuscolo cambia aspetto e così che il lavoro delle forze dell’ordine si fa ancora più duro.

Può così capitare a un giornalista, che alle otto di sera sta facendo il suo lavoro e si ritrova minacciato solo perché sta facendo delle foto. Sono le otto di sera in via Settevalli, quando un veicolo con targa straniera sfreccia ad alta velocità piazzandosi davanti alla sua autovettura. Dopo essersi bloccato e aver ostruito il passo, l’uomo alla guida abbassa il finestrino e brandendo un oggetto contundente incomincia a inveire offese e minacce in lingua straniera. Immediati i cenni di scusa del giornalista, per evitare il peggio, e la macchina del conducente aggressivo per sua fortuna riparte a grande velocità lasciandosi alle spalle un polverone di fumo nero. Questo è il racconto di chi lavorando anche in prima serata rischia di essere brutalmente massacrato di botte se non peggio.
Siamo quindi tornati sul luogo della segnalazione e abbiamo oltremodo documentato quelli che sono i segni di un degrado urbano e di una noncuranza cittadina di spessore. Per quanto riguarda le strade via Settevalli dal principio alla fine è tappezzata e cosparsa di buche. Non si tratta di piccoli e rovinosi dissesti ma di una totale mancanza di manto stradale. I dissesti delle carreggiate sono evidenti, nonostante i lavori che proprio ultimamente hanno interessato parte della lunga strada.
Ma ciò che inquieta sono le scritte che sporcano le mura delle palazzine e degli edifici commerciali e residenziali. Vengono riportate con le bombolette spray, oltre ai vari tag dei soliti writer, parolacce e insulti indirizzati a chissà chi e vengono imbrattati con queste parole persino i cartelloni pubblicitari delle sagre e degli eventi.
Basta un giro tra Madonna Alta e via Settevalli, come documentato dalle foto, per capire.

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