Cara bolletta, intanto ti pago a rate

Luce alle stelle: le utenze di luglio stanno mettendo in ginocchio le attività di ristorazione. E a pagare saranno i clienti

A.P.

TERNI – «Intanto la domenica pomeriggio teniamo spente le luci, l’aria condizionata e la macchina del caffè». La storica pasticceria Pazzaglia chiusa dalle 15 della domenica alle 8 del lunedì, non s’era mai vista.

«Una decisione oserei dire “spintanea”», ironizza Stefano Amici. Che spiega le ragioni di quella scelta: «Quando mandi avanti una azienda e d’un tratto le spese si moltiplicano, prima a causa dei rincari di gas e materie prime poi per quelli, a dir poco esagerati, dell’energia elettrica, non puoi che provare a tenere botta e cominciare a ridurre i costi di gestione. Per un bar centrale come il nostro passare da tremila euro di utenze a 11mila, significa lavorare in perdita. Significa che non ce la farai mai ad incassare di più di quanto spendi, neanche triplicando i prezzi finali».
Amici mette a riposo la macchina del caffè per quasi un giorno intero: «Fare un caffè o farne dieci genera lo stesso consumo di corrente». Ma poi arriva Umbria Jazz: «Sicuramente tutti noi lavoreremo molto i quei quattro giorni. Ma a quale costo, considerato che la corrente aumenterà ancora?», si domanda. Con il prezzo del gas ai nuovi massimi di 262 euro al megawattora e il costo medio della elettricità a oltre 500 euro il Mwh l’arrivo della mezza stagione preoccupa nonostante il festival a cura di Carlo Pagnotta. «Anche solo tenere accesa una luce in più ci impensierisce». Fa un accenno al lockdown di marzo 2020, ripercorrendo tutte le fasi della pandemia. «Non è stato niente, in confronto a quello che stiamo passando adesso. Durante le chiusure i dipendenti potevano usufruire della cassa integrazione e con i locali chiusi, sebbene facessimo l’asporto, le spese erano minime. Non so davvero come si possa risolvere, invece, la questione delle bollette fuori controllo, ma ce la metteremo tutta, navigando a vista».

«Ah, sicuro». Pronto a tutto anche Federico Li Gobbi, del Ristorante Piazzetta di via Cavour: «Ritoccheremo i prezzi dei piatti e staremo attenti alle uscite, poi si vedrà. Nonostante fossimo rimasti chiusi quindici giorni per ferie, a luglio, l’importo della bolletta della luce è risultato doppio rispetto al mese precedente».
Quattro volte più alta rispetto a luglio 2021, invece, quella arrivata al “Diamante Rosso”: «Da 2.640 euro di luglio 2021 si è passati a 11.160 di oggi». Patrizia Minozzi, amministratore del residence di via Di Vittorio, continua a mettere in ordine le fatture e considera: «Conviene quasi restare chiusi per un periodo». «È un peccato, perché ci si stava appena riprendendo. Ma che fai, togli l’aria condizionata ai clienti?». Torna sui conti: «Le entrate, di questo passo, saranno inferiori alle uscite».
E Amici: «Una famiglia può trovare una forma di risparmio, un’azienda no». Così, in attesa che si formi il nuovo Governo, le bollette si pagano a rate. «Anche se sono stati annunciati ulteriori aumenti».

Stefano Amici

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