Elezioni/Candidature tutte decise dalle segreterie nazionali, ma adesso si dovrà fare i conti con le incognite dei mal di pancia locali

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Solo Azione ha avuto il via libera per fare una infornata di ex. Nel Pd Bori deve ricominciare da capo. I salti mortali di Fdi. Il peso delle correnti. Lega e Fdi nel meccanismo. I cinquestelle cancellano Grillo in nome di Conte

di Marco Brunacci

PERUGIA – I protagonisti di questa tornata elettorale sono stati i segretari nazionali. Come non mai prima. Prendete il Pd: avevano chiesto tutti a gran voce di non candidare in Umbria il tesoriere nazionale Verini. Come non detto. Verini al Senato, seggio sicuro. E la Ascani sia in Toscana che in Umbria. All’Umbria non è rimasto che scegliere Spinelli, secondo dietro la Ascani ma con tanta Marina Sereni alle spalle.

Il segretario regionale Bori aveva scelto una linea di sinistra, con ottimi rapporti con De Luca in Assemblea Legislativa e con l’idea che il Movimento 5 stelle fosse un naturale alleato. Sconfessato? Mah, magari Letta e Conte tornano insieme dopo le elezioni. Però non considerato.
Di sicuro anche i M5s hanno avuto la loro normalizzazione. Conte voleva fare strike con i suoi candidati. E ci è riuscito anche in Umbria. Con la Pavanelli che supera Liberati, grillino della prima ora e rimasto sempre vicino a Grillo, si è sancito però anche il cambio di pelle del Movimento: non più il partito della protesta, ma quella della protesta che viene da sinistra. Dalla sinistra anche e soprattutto radicale.
Se a sinistra in Umbria hanno dovuto prendere atto, non è che a destra sia andata molto meglio: la superstar di questo turno elettorale Giorgia Meloni deve sistemare un big “intermedio” dei suoi, l’ex ministro Antonio Guidi, e sposta Marco Squarta, che ha molti voti e aveva delle ambizioni.
Risultato: molti, ma molti mal di pancia. E il segretario regionale Zaffini si prende la sua candidatura al collegio del Senato ma non può nulla per le liste. E anche lui deve correre, sperando nell’apprezzamento degli elettori per il lavoro della Tesei, che lo guidi a un buon risultato (anche se i collegi in Umbria sono difficili da perdere per il centrodestra).
Squarta viene recuperato al terzo posto del proporzionale. Potrebbe rubare il posto, almeno in teoria, alla Alessandrini della Lega. Certo dovrà darsi molto da fare. Ma il recupero è tutto dovuto al suo buon nome nell’inner circle della Meloni.
Ma per capire quanto le segreterie nazionali abbiano fatto tutto di testa loro, bisogna capire cosa è successo con la candidata Eleonora Pace, trasferita in ottimo collegio in Campania.
Tutto si spiega con la forza della corrente di minoranza Fdi che fa capo a Donzelli e sulla scarsità di donne candidato. Donzelli ha dovuto sacrificare un suo collegio in Campania, prendendosi le contestazioni dei circoli Fdi della zona, ma è riuscito a salvare l’esponente ternana della sua corrente (tra l’altro consentendo l’ingresso in Assemblea legislativa di Michela Sciurpa).
Tutto fa capo a Roma, dove conta – e non poco – solo Emanuele Prisco, blindatissimo capolista alla Camera.
Forza Italia aveva il braccio destro di Antonio Tajani, Raffaele Nevi, da tenere al collegio di Terni. Missione compiuta. Ha qualche remota possibilità di piazzare il capolista alla Camera? E allora ecco che torna umbra la Polidori – ottimi rapporti con Berlusconi – preferita alla Modena, esiliata al Senato.
La Lega in Umbria – secondo la dottrina del plenipotenziario di Salvini, Crippa – è Virginio Caparvi. Il quale comunque dovrà correre nel collegio della Camera Perugia. Insieme alla Alessandrini, capolista alla Camera. Per chiarire che la minoranza interna verrà rappresentata sì, ma in un posto quasi proibito (Briziarelli, capolista leghista al Senato).
Direte voi: ma il Terzo Polo? Tutte decisioni umbre. Insomma: le prospettive di un asse con CiviciX di Forza tentenna, si è puntato, d’accordo con il nazionale, su tutti grandi ex, in larga parte del Pd, a iniziare dal segretario regionale Giacomo Leonelli, per anni leader umbro del Pd.
L’altra faccia delle medaglia: visto che le segreterie nazionali hanno deciso praticamente tutto quello che gli interessava o hanno lasciato (Terzo Polo) solo che si muovessero su uno schema ben preciso, la verifica sarà presto fatta: quanto contano nelle consultazione nazionali, in particolare su una consultazione decisa tanto rapidamente, le candidature locali, con le loro storie e il loro appeal personale?

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