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Parco Rimbocchi a Perugia, l’annuncio choc: chiude il Mirò. «Colpa della maleducazione e dei criminali»

Lo sfogo di Antonio Lusi: «Stanchi della legge della giungla, con chi preferisce il silenzio degli spacciatori»

Francesca Cecchini

PERUGIA – Anni spesi a organizzare momenti di aggregazione sociale per grandi e piccini. Anni spesi dal circolo Mirò a cercare di rivitalizzare l’area verde al centro del quartiere di Rimbocchi a Perugia, crocevia di migliaia di cittadini, a ridosso del cva cittadino. Poi la notizia: il circolo chiude. E tutto si ferma.

E con la notifica di chiusura, arriva anche lo sfogo di Antonio Luci, una delle anime del parco, che su Facebook commenta senza mezze parole: «Dire che ci abbiamo provato in tutti i modi possibili, appare perfino eufemistico. Per parco Rimbocchi abbiamo dato l’anima e non solo, ma evidentemente non basta, non basta mai.
Ragazzini che si divertono a distruggere tutto con i genitori che non solo se ne fregano, ma che continuano a giustificare i loro figli anche davanti all’evidenza. I grandi invece, quelli a cui è concesso tutto, usano il parco per i loro mercimoni e non esiste un modo per farli smettere. Te lo fanno sotto al muso e ti prendono pure in giro, qualcuno di loro poi te lo ritrovi a fare i propri bisogni davanti le mura del circolo, ti incazzi cerchi di fargli capire di avere un minimo di rispetto, ma semplicemente se ne fregano consci del fatto di godere di una sorta di impunità perenne.
Riprovi a fare una serata all’esterno con un minimo di musica poco più che di sottofondo, ed ecco come per magia ripresentarsi la locale chiamata a ripetizione dai soliti noti quelli che vogliono la desertificazione del parco, quelli che almeno gli spacciatori non fanno rumore, quelli che fanno gli esposti, solo per il piacere di romperti le scatole.
Dopo di che di cose anche estremamente gravi da raccontare ce ne sarebbero tante, ma non è questa la sede per farlo, sta di fatto che tutta questa serie di motivi e onde evitare che la situazione degeneri e totalmente a nostro sfavore, abbiamo deciso di chiudere il circolo Mirò. Non so se questa possa considerarsi come una sconfitta, di sicuro non possiamo accettare la legge della jungla, dove l’unico mezzo di discussione possa essere la violenza o comunque la sopraffazione. Non siamo questo e non vogliamo esserlo. Mi rifiuto categoricamente di pensare che a quasi 53 anni, per farmi rispettare debba diventare violento e scendere ad un livello così infimo.
Tutto ciò detto, terremo fede agli impegni presi per il 5 agosto la “notte bianca”, il 20 agosto “street art” e 2, 3 e 4 settembre per la festa di quartiere “Elce & friends”
Essere costretti a chiudere in questo modo ci fa male, molto male ma almeno i “frequentatori” del luogo, potranno dare libero sfogo ai loro istinti primordiali senza essere ripresi o disturbati.
Ci avete reso la quotidianità un inferno, grazie».

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