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Piazza Affari e la doppia prospettiva

L’analisi di Angelo Drusiani

di Angelo Drusiani

PERUGIA – Immagino che ricorrere con molta frequenza a citazioni poetiche possa apparire non molto in linea con le problematiche economiche e finanziarie che si prospettano ancora per non pochi mesi. E a molti non sembreranno consone con un ambito pratico che ai sogni preferisce l’attualità, pur nella sua spietata crudezza.

La vita dell’uomo, cui il pianeta Terra guarda con sospetto, ma anche con tenerezza, non è molto diversa nel corso dei secoli, e le situazioni complesse che si vivono ora, già in passato hanno caratterizzato più volte il divenire degli anni. Perché è vero che si vive, bene o male, momento per momento, proiettati nel futuro. Ma quale sarà stato nei pensieri di chi ci ha preceduto il futuro desiderato e quale il nostro, ora? La Toscana non ci ha regalato solo Dante. Anche Lorenzo de’ Medici, e non è poco, direi! “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza.” Nel suo “Trionfo di Bacco e Arianna”, il richiamo al futuro non avrebbe potuto essere più esplicito. Anche per noi, oggi!
L’attualità si muove tra incremento eccessivo del costo della vita, guerra all’est del Vecchio Continente, effetti negativi da sanzioni applicate all’invasore russo che sembrano pesare, e non poco, anche sui Paesi dell’Unione Europea. Se il futuro fosse principalmente caratterizzato dal riportare il tasso d’inflazione a valori “normali”, saremmo al cospetto di una situazione abbastanza normale, ma, soprattutto, sotto controllo. Il controllo, e soprattutto i possibili sviluppi, di una guerra condotta, in parte, con strategie tipiche del secondo conflitto mondiale e, al tempo stesso, con il ricorso ad armi moderne, può sfuggire di mano in qualsiasi momento. Gli investitori, al momento, appaiono preoccupati quasi esclusivamente delle vicende legate alla dinamica inflazionistica. I dati che vengono comunicati mensilmente e le relative previsioni influenzano l’andamento delle Borse mondiali. In questo caso, i prezzi delle società quotate a New York o a Francoforte risentono principalmente delle rilevazioni mensili relative alla dinamica dell’inflazione maturata nell’ultimo mese, esattamente come delle indicazioni che provengono dalle previsioni degli analisti finanziari, relative al valore che il costo della vita stessa potrebbe assumere nel mese immediatamente prossimo e nei mesi successivi. Accanto, naturalmente, ai dati che, trimestralmente, le società quotate comunicano ai mercati azionari. Valori, questi ultimi, che nel corso di luglio e agosto confermano la buona tenuta del sistema produttivo, ancorché con valori di fatturato e presunti utili non in linea con quelli dei trimestri scorsi, che evidenziavano incrementi continui.
Ci fossero motivi per credere ad un accordo tra i belligeranti, i listini potrebbero recuperare il 10 per cento circa delle perdite subite per gran parte dei mesi dell’anno in corso. Tornare ai valori dai quali la caduta delle quotazioni ha preso l’avvio non sembra ipotizzabile ora e per un arco temporale non breve. Perché incombe la variabile inflazione, la cui cura richiederà, come anticipato, ancora tempo. Sono peraltro convinto che né il rialzo del costo della vita, e neppure la più volte citata guerra, lasceranno tracce particolari nella memoria degli investitori. Anche in chi avesse subito minusvalenze. I mercati finanziari, in analogia al decorso dell’esistenza dell’uomo, lasciano sempre aperta la porta alla possibilità di recuperare il terreno perduto. E così sarà nel corso dei mesi futuri, anche se le quotazioni massime toccate soprattutto da alcune società tecnologiche richiederanno non solo più tempo, ma anche una situazione internazionale in cui l’attività commerciale potesse riprendere, in gran parte, i ritmi ora abbandonati.
Piazza Affari vivrà una doppia prospettiva. Quella ricordata sopra e quella legata all’esito del voto per il rinnovo del Parlamento di fine settembre prossimo. Anche se l’esito stesso, leggendo le intenzioni di voto, pare in gran parte scontato, con un distacco percentuale, e di seggi naturalmente, rilevante. Qualche settimana fa scrissi che sognavo un Esecutivo in carica per i fatidici cinque anni: potrebbe accadere.
Considerazione, in ogni caso, neutrale rispetto alla mia propensione politica, abbastanza scarsa. Quasi come l’interesse per il Campionato di Calcio!

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