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23 settembre, l’autunno è con noi. Anche in finanza

L’analisi di Angelo Drusiani

di Angelo Drusiani

TERNI – “Tanto tuonò, che piovve”. Ho pensato a lungo se fosse opportuno esordire con la frase attribuita a Socrate, a pochi giorni dalla devastante alluvione che colpito alcuni Paesi marchigiani. Il cordoglio, seppure tardivo su questa pagina, per questo terribile avvenimento, lo avevo già espresso altrove.

Il richiamo va però ad impattare le parole del Presidente della Banca Centrale degli Stati Uniti d’America, già pronunciate qualche settimana prima. In pratica, l’inflazione va combattuta a tutto spiano. Costi quel che costi, anche l’entrata in recessione dell’economia USA. Come se le economie degli altri Paesi stessero a guardare, e non seguire l’esempio. Anzi, forse enfatizzandolo. C’è chi, sbirciando nei mesi successivi al picco pandemico, solleva ancora le stesse critiche mosse in quel periodo al Presidente stesso: troppo morbido sul tasso di riferimento, gli dissero, va aumentato. Ma “ei fe’ silenzio ed arbitro s’assise in mezzo a lor…”. Ed ora, rincorrendo livelli del costo della vita in deciso aumento, chi criticò torna a fare sentire la sua voce. Le Borse, in primo luogo, già vessate dai venti di guerra europei, ma prima ancora dagli aumenti dei prezzi delle materie prime. Tutte negative, con prospettive che, fino a qualche tempo fa, vedevano squarci di sereno a metà del prossimo anno. Mentre ora frenano, perché la possibilità di assistere ad un periodo di stasi dei prezzi di mercato dei titoli azionari, se non di valori di scambio ancora in calo, prende di nuovo corpo. Situazione, peraltro, molto simile a quella che attraversa il mercato obbligazionario, dove vengono scambiati soprattutto i titoli di Stato. In Eurozona, la salita del tasso di riferimento, forse avrà luogo con una minore velocità, se rapportata a quella USA. Ma se ora il tasso di riferimento è stato fissato all’1,25%, tra un anno potrebbe attestarsi attorno al 3,50 per cento. Basterebbe, si fa per dire, che la guerra tra Russia e Ucraina avesse termine, per poter guardare al futuro finanziario con rinnovato vigore. Tempo addietro, fissai all’8 novembre prossimo la data in cui un sommovimento favorevole avrebbe potuto caratterizzare il futuro dei mercati finanziari, e delle economie, naturalmente. Nel giorno in cui il Presidente degli Stati Uniti, grazie al recupero messo a segno negli ultimi mesi, potrebbe conservare la maggioranza in Parlamento, alla luce dei risultati del voto di medio termine.. Fino ai febbraio/marzo scorsi la popolarità del Presidente USA era scesa sensibilmente. Poi, gli avvenimenti successivi gli hanno ridato smalto. Spero fino al punto in cui decida di fare come la strofa manzoniana riportata, tra virgolette” sopra! Mettere fine al conflitto sarebbe un sogno. Non solo per i mercati finanziari, credo.
Al di là dei sogni, investire sul BTP decennale, già ora, e, con gradualità, seguire possibili, ulteriori rialzi del rendimento, con un obiettivo di medio periodo, potrebbe rappresentare una scelta interessante. Tempo fa, ipotizzai che nel 2024 gli attuali rendimenti avrebbero potuto riprendere la strada per tornare a livelli via via inferiori. La data potrebbe essere ancora quella giusta, anche se il Presidente della Banca di Washington ritiene possibile aumentare ancora marginalmente il livello del tasso ufficiale in quell’anno. Analogo ragionamento per la durata biennale, che, solitamente, anticipa di poco il rialzo del tasso ufficiale e che, nella fase di segno contrario, anticiperà il calo dello stesso tasso. Per chi non ama particolarmente il debito sovrano, le porte delle Borse sono spalancate, ora in misura maggiore, per investire. Recessione possibile in Eurozona, dopo la scelta della Banca Centrale USA. Ipotesi che spaventa soprattutto gli indici di Eurozona, nonostante il calo del prezzo del petrolio. Notizia, quest’ultima, che potrebbe sembrare bella, ma se il prezzo del petrolio scende è perché, se si temono effetti negativi sull’attività produttiva, diminuirà sensibilmente anche la domanda dell’oro nero! Quindi una danno per chi commercia petrolio. Ma una possibile occasione per chi sceglie i listi azionari, in prospettiva. Meglio New York: Standard & Poor’s e Nasdaq i listini da seguire con attenzione. Anche se il rischio cambio è sempre pronto ad intervenire, ma, in tempi ravvicinati, pensare che le economie di Eurozona siano più attraenti di quella d’oltre Atlantico è un poco azzardato.
E lunedì la Borsa italiana darà il voto all’esito elettorale. Non ho seguito un solo confronto, un solo dibattito. In passato, qualche volta sì, ma senza particolare entusiasmo. Solo negli anni finali degli studi ero indirettamente coinvolto. Ma erano anni un po’ così: troppe situazioni difficili. Meglio non riviverle, anche se dimenticarle non è facile! Oggi, primo giorno d’autunno, 23 settembre, al Teatro Massimo Bellini di Catania andrà in scena il capolavoro del Maestro Vincenzo Bellini: “Capuleti e Montecchi”. Ecco, il mio cuore è dentro l’Opera!

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